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Comunicati Stampa

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(Carmelo Bossi contro Koichi Wajima)
 
(Cominicato Stampa)- Il XIV° Trofeo Città di Seregno Boxe verrà intitolato al grande Campione Carmelo Bossi scomparso a Milano nel marzo 2014, ma ancora presente nei ricordi degli appassionati del mondo pugilistico.
Campione italiano dilettante nei pesi welter nel 1958, a Terni e l’anno successivo fu medaglia d’argento ai Campionati europei di Lucerna, sempre nella medesima categoria. Tuttavia, in vista dei Giochi olimpici di Roma, nel 1960, il tecnico della Nazionale italiana, Natalino Rea, scelse di far combattere nei pesi welter il Campione europeo dei superwelterNino Benvenuti e impose a Bossi di partecipare a un torneo eliminatorio quadrangolare per l’individuazione del rappresentante italiano nella categoria superiore. Solo dopo aver sconfitto, uno dopo l’altro Sandro Mazzinghi, Giuseppe Galmozzi e Remo Golfarini, Bossi poté entrare a far parte della squadra olimpica.
Alle Olimpiadi, conquistò la medaglia d’argento, dopo aver superato il rhodesiano Brian Van Niekerk, l’uruguayano Pedro Votta, il francese di colore Souleymane Diallo e il britannico William Fisher, tutti con verdetto ai punti. Perse ai punti solamente in finale contro lo statunitense Wilbert McClure, a un passo dalla medaglia d’oro. Il 26 settembre 1960 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
Professionista dal 1961, il 5 ottobre 1965, a Napoli, conquistò il titolo italiano dei pesi welter, battendo il laziale Domenico Tiberia, ai punti in dodici riprese. Sempre ai punti, batté il rivale nella successiva rivincita, l’8 gennaio 1967 ad Aprilia. Nello stesso anno, il 17 maggio, a Sanremo, conquistò il titolo europeo della stessa categoria, battendo il francese Jean Josselin, con verdetto ai punti.
Difese il titolo europeo contro il britannico Johnny Cooke, a Sanremo il 16 agosto 1967, sconfiggendolo per KO tecnico alla dodicesima ripresa; ancora contro Jean Josselin, a Roma, il 3 maggio 1968, ottenendo una nuova vittoria ai punti, per poi perdere la corona europea contro l’olandese delle AntilleEdwin “Fighting” Mack, cui dovette cedere per KO tecnico alla decima ripresa, il 14 agosto 1968 a Roma.
Contemporaneamente, Bossi sfidò due volte il detentore del titolo mondiale dei welter, il sudafricano Willie Ludick, davanti al suo pubblico di Johannesburg, perdendo ai punti sia il 7 ottobre che il 25 novembre 1967.
Il 31 ottobre 1969, Bossi incontrò il campione del Mondo dei pesi medi junior Freddie Little, per un incontro non valido per il titolo. Alla seconda ripresa i due avversari si colpirono a vicenda con una testata che non lasciò segni evidenti su Little ma che richiese l’intervento medico per Bossi. Il medico decretò l’impossibilità di proseguire per quest’ultimo e l’arbitro assegnò allo statunitense una discutibile vittoria per ferita.
Combatté ancora per il titolo europeo dei pesi welter contro l’austriaco Johann Orsolics, il 9 aprile 1970, a Vienna, ma con esito sfortunato (sconfitta ai punti).
Già trentunenne, ebbe una chance per il mondiale dei superwelter, da parte di Freddie Little, visto anche l’esito del precedente match tra i due. Il 9 luglio 1970, allo Stadio Sada di Monza, Bossi compì il capolavoro della sua intera carriera, strappando la cintura mondiale allo statunitense, con un chiaro verdetto ai punti (ben quattro) in quindici riprese.
Difese il titolo mondiale contro lo spagnolo José Hernández, a Madrid, il 29 aprile 1971, restando in carica grazie a un verdetto di parità. La fine della sua carriera coincise con l’onorevole sconfitta mondiale contro il giapponese Koichi Wajima, a Tokyo, il 31 ottobre 1971, con verdetto ai punti in quindici riprese

Emanuele Blandamura è pronto per il mondiale WBA: “Ryota Murata è forte, ma posso batterlo”     Poster Blandamura

 COMUNICATO STAMPA L’ex campione d’Europa dei pesi medi Emanuele Blandamura (38 anni, 27 vittorie e 2 sconfitte) è in Giappone, dove il 15 aprile sfiderà il campione del mondo dei pesi medi WBA Ryota Murata (32 anni, 13-1) alla Yokohama Arena (17.000 posti). Insieme ad Emanuele, giovedì scorso, sono partiti il procuratore Christian Cherchi, l’allenatore Eugenio Agnuzzi e Federico Giorgi (che durante il match, insieme ad Agnuzzi, sarà all’angolo di Emanuele). Saranno raggiunti dal presidente della Opi Since 82 Salvatore Cherchi,  da Alessandro Cherchi e dal preparatore atletico Marco Rustichelli.

“Tutta la squadra sarà con me il 15 aprile – commenta Emanuele – e questo mi mette nelle condizioni migliori per affrontare Murata. Con il team abbiamo già affrontato delle trasferte impegnative e siamo abituati a combattere all’estero. Sono partito dieci giorni prima per avere il tempo di superare il jet-leg e per onorare gli impegni di lavoro. Mi hanno detto che dovrò partecipare alla conferenza stampa oltre che alla cerimonia del peso. Non dovrebbero esserci altre attività promozionali tipo l’allenamento pubblico, gli incontri con le autorità o con gli sponsor. Meglio così, preferisco limitare al minimo le distrazioni. Nei giorni che precedono i combattimenti importanti non salgo sul ring, faccio solo stretching muscolare e cerco di mantenere la concentrazione. Per il mondiale, mi sono allenato come al solito. Il maestro Agnuzzi ripete sempre che Murata è forte, ma non devo sopravvalutarlo. Allenandomi come ho sempre fatto, posso batterlo. La chiave per battere Murata è rimanere concentrato fino all’ultimo secondo del dodicesimo round, non fare passi falsi e dare l’anima. Voglio diventare campione del mondo per me stesso e per dare una grande soddisfazione all’Italia. Finalmente, grazie a questo match, l’Italia sta riscoprendo la boxe. Mi hanno telefonato i quotidiani più importanti, le radio, sono stato in televisione, ho fatto tante interviste che ho perso il conto. Non era mai successo prima, nemmeno quando ho vinto e difeso il titolo europeo. A Yokohama verranno una trentina di miei amici, anche questo mi ha sorpreso e mi dà una ragione in più per vincere.”

La sfida tra Ryota Murata ed Emanuele Blandamura è importante non solo perché è in palio il titolo mondiale dei pesi medi della World Boxing Association, ma anche per l’interesse che suscita in Giappone e negli Stati Uniti. Murata è gestito dalla Teiken (la principale società pugilistica nipponica) e dalla Top Rank (azienda americana) ed il suo precedente incontro è stato trasmesso sia da Fuji TV che dalla ESPN. Murata è alla prima difesa del titolo WBA che ha vinto  il 22 ottobre scorso, a Tokyo battendo in sette riprese il franco-camerunense Hassan N’Dam N’Jikam (che ha abbandonato). In quell’occasione Fuji Tv ha avuto l’ascolto più alto dell’anno: 30 milioni di telespettatori. Murata è popolarissimo perché nel 2012 ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella categoria dei pesi medi ed è stato il primo giapponese a compiere l’impresa da quando Takao Sakurao vinse l’oro nei pesi gallo nel 1964.  Infatti, l’organizzatore Akihiko Honda ha organizzato la sfida tra Ryota Murata ed Emanuele Blandamura in un impianto da 17.000 posti ed è sicuro di fare il tutto esaurito.

In Italia il mondiale sarà trasmesso in diretta, domenica 15 aprile alle 12.45, da Fox Sports-canale 204 della piattaforma Sky con il commento di Mario Giambuzzi e dell’ex campione del mondo dei pesi welter Alessandro Duran. 

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