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E' Ufficiale.

Il quattro volte campione mondiale Roman "Chocolatito" Gonzalez (46-2) non combatterà, come previsto, il prossimo 5 maggio allo StubHub Center di Carson, in California, nel sotto-clou del mondiale dei medi Golovkin-Martirosyan.

A darne notizia, attraverso il suo profilo twitter, è stato proprio il fuoriclasse nicaraguense reduce dalle due sconfitte contro il thailandese Srisaket Sor Rungvisai che gli sono costate l'imbattibilità e la perdita del titolo dei s.mosca WBC.

"La continua incertezza sull'effettuazione della riunione e il fatto che ancora oggi non conosca il nome del mio avversario mi hanno tolto concentrazione e non voglio andare incontro ad una nuova sconfitta, pertanto ho preferito rinunciare".

Queste le motivazione espresse da "Chocolatito", a riguardo.

Adesso, nelle intenzioni del suo staff, dovrebbe tornare sul ring nel prossimo mese di giugno in Nicaragua o in Giappone, in una riunione organizzata dalla Teiken Promotion di Hakihiko, suo impresario per l'attività internazionale.

Resta in ballo l'opzione di combattere contro il filippino Donnie Nietes per la cintura vacante dei s.mosca WBO, incontro che potrebbe andare in scena a settembre a Los Angeles all'interno della serie "Super Fly III".

Max
 


         

Matias

(Subriel Matias travolge Daulis Prescott) 

Gli appassionati dovrebbero segnarsi questo nome: Subriel Matias. Chi è? Un portoricano di 26 anni da poco più di due entrato nel mondo professionistico che, nella categoria dei superleggeri, sta facendosi strada molto rapidamente, seppure in punta di piedi. Fuori dalla sua isola pochi ancora lo conoscono, ma il talentuoso ragazzo del popolare barrio Martenillo, nella cittadina di Fajardo affacciata sull’Atlantico, ha fretta, molta fretta. Ha fame di gloria e probabilmente anche fame di cose semplici ed elementari come quasi tutti coloro che sono nati e cresciuti dove vivere è un mestiere difficile sin dai primi passi.

Ha disputato appena nove match e li ha vinti tutti per ko e l’ultimo contro il colombiano ex-sfidante mondiale Daulis Prescott (32-7-0; 24 ko), il quale a soli 31 anni è già certamente in declino, ma che dalle nostre parti nemmeno in fotografia sarebbe proposto ad un neo-pro con una manciata di combattimenti sulle spalle. Ebbene, Prescott è stato tolto di gara dall’arbitro Luis Pabon, alla terza ripresa, dopo essere finito al tappeto già due volte alla seconda, travolto dai velocissimi e velenosi colpi di Matias, in possesso soprattutto di un montante sinistro al corpo e di ganci saettanti e carichi di potenza con entrambe le mani.

Alto, struttura atletica impressionante, con i capelli trasformati in biondissimi in contrasto con la sua pelle scura, movimenze sciolte e coordinate e grande determinazione, il 19 maggio prossimo si appresta ad un impegno che riconferma  la grande fiducia di cui gode da parte del suo team. Affronterà infatti il “velenoso” coetaneo messicano di Monterrey, Adrian ‘Diamante’ Estrella ( 28-1-0, 24 ko), uno dei più temibili colpitori latino-americani della categoria e non solo…

Al Parque de Pelota Pedro “Perucho” Cepeda, di Cataño, dove spesso si è esibito, Subriel Matias disputerà quindi il decimo incontro della verdissima carriera contro un giovane che, in 29 match disputati se n’è aggiudicati 24 per ko, soccombendo solo al filippino Sansona, tre anni orsono. Una sfida terribile, forse persino temeraria. Ma a Portorico sono fatti così e quando ritengono che un pugile sia valido, lo vogliono appurare in fretta…

Del resto, già altre volte i suoi organizzatori sono stati sospettati di “locura” (pazzia) quando hanno accettato di metterlo di fronte, con ancora la bocca “sporca di latte”,  a Jeffrey Fontanez (16-2-0; 12 ko) al terzo match…ad Abraham Peralta (18-5-0; 13 ko) al sesto…a Patrick Lopez (25-10-0; 16 ko) all’ottavo e, come si è detto, a Prescott al nono. Eppure li ha messi tutti ko!

“La gente fa sacrifici per comprare il biglietto-ha detto Matias-Per questo voglio battermi con pugili forti, che garantiscano spettacolo ed emozioni. Rispetto Estrella, che è un duro combattente con la mia stessa mentalità, ma voglio dimostrare di essere già un pugile di livello. Ha battuto uomini come DeMarcus Corley, Celestino Caballero, Balweg Bangoyan e Dante Jardón, ma io sono io e vedremo come andrà a finire”.

Non c’è che dire, il ragazzo ha carattere, personalità, coraggio e talento. Che all’orizzonte del pugilato portoricano stia salendo una nuova e luminosa stella?

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