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Boxe&Dintorni

Macchiarola elenca irregolarità della Fpi conflitti di interesse

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Il consigliere federale dichiara: “Il CF è stato, in diverse occasioni, esautorato dai suoi poteri istituzionali.”

Giuseppe Macchiarola è un medico sportivo.

Ha un passato da gestore della cosa pubblica: già assessore comunale, otto anni da presidente del Comitato Provinciale Coni Foggia e otto anni da vice.
È alla sua terza esperienza come consigliere federale della pugilistica. Prima elezione con la presidenza Grisolia, seconda con Brasca al termine del suo mandato subentrato al dimissionario D’Ambrosi, e terza dal 25 febbraio scorso con l’Assemblea che ha scelto Vittorio Lai.

A nove mesi da quel giorno, il bilancio è di grande delusione.

“Il Consiglio Federale è stato, in diverse occasioni, esautorato dai suoi poteri istituzionali.”

Macchiarola entra nel particolare.

“Il presidente che a norma di Statuto, nel primo Consiglio Federale avrebbe dovuto presentare il suo programma tecnico sportivo, non ha mai prodotto questo documento e, nonostante le mie ripetute richieste, lo stesso documento non è mai stato dato in visione ai consiglieri.”

E ancora.

“In relazione ai Campionati dell’Unione Europea femminili a Cascia è stata adottata una delibera presidenziale a fine luglio che pianificava il piano economico dell’evento. In aprile a Mondovì è stata approvata dal CF una semplice dichiarazione di intenti per richiedere l’organizzazione dei campionati. Nelle casse federali al momento non esisteva uno stanziamento ad hoc per la messa in opera dell’evento. In maggio i campionati sono stati assegnati all’Italia e successivamente, il 7 luglio, si è tenuto un CF in cui non esisteva alcun punto all’ordine del giorno relativo all’evento, né si comunicava l’avvenuta assegnazione del 23 maggio da parte dell’EUBC.

Il 31 luglio con una delibera presidenziale in cui si invocava il carattere di urgenza si deliberava un bilancio di 140.000 euro per l’organizzazione, di cui 50.000 provenienti da un contributo ad hoc del Coni. Solo in ottobre il CF, in occasione di una variazione di bilancio, a giochi già conclusi da mesi, è stato messo a conoscenza del piano finanziario dell’evento, procedura assolutamente irrituale e non rispettosa della dignità del CF. Per questo motivo non ho ratificato tale procedura.”

Ci sono altri episodi che hanno suscitato le sue perplessità?

“Parliamo di quelli più recenti. Il CF viene convocato a Roma il 14 ottobre. Come anticipato in un precedente Comunicato ufficiale, in cui si informava di una riunione avvenuta con la partecipazione di una parte minoritaria del CF, si sarebbe dovuto illustrare e discutere il nuovo assetto tecnico delle Nazionali. Niente da fare. Il tutto veniva rinviato al successivo CF.

Qualche giorno fa in un colloquio informale con il segretario Alberto Tappa in cui contestavo l’inserimento, evidenziato sul sito FPI, di Giacobbe Fragomeni, che a me non risultava essere tesserato come tecnico, tra i tecnici delle World Series of Boxing, chiedevo chi avesse fatta quella scelta. Mi è stato risposto che la decisione era di Biagio Zurlo in qualità di nuovo responsabile della squadra italiana impegnata nelle WSB. E questo proprio non posso accettarlo. Non che Zurlo sia stato nominato nel ruolo, ma che il CF non fosse stato informato e che come consigliere l’avessi scoperto solo per caso.

Una delibera presidenziale ancora una volta è passata sopra al rispetto che si dovrebbe avere nei confronti di chi è stato eletto per tutelare l’osservanza delle regole e i diritti alla trasparenza da parte dei tesserati.

Ma le sorprese non finiscono qui. Ho appreso solo da un comunicato che sono stati ingaggiati due tecnici cubani: Jorge Valdez Perez e Gerardo Gonzalez Bicet, e che il loro contratto ha una scadenza a tre mesi. Anche in questa occasione è stato scelto il mezzo delle delibera presidenziale. Io dico: per quale motivo si esautora il Consiglio Federale di ogni potere?

Lo Statuto recita infatti che solo per i direttori tecnici la competenza della nomina spetta al presidente che deve comunque sentire preventivamente il Coni e il Consiglio. Per le altre figure tecniche, a mio parere la nomina spetta al CF.

E ancora: per quale motivo si arriva a novembre 2017, quando il piano olimpico per Tokyo 2020 dovrebbe essere partito da un pezzo, con un gruppo di tecnici contrattualizzati a trimestre?”

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Macchiarola continua nella sua disamina.

“Non più di pochi giorni fa ho fatto notare al segretario come nel comunicato che annunciava un corso per tecnici figurassero dei candidati che, a mio parere, non avevano i requisiti per partecipare e comunque non erano stati valutati dall’esecutivo dei tecnici. L’Anap ha protestato, io ho protestato. Dei nomi indicati, erano in tanti a non avere i requisiti per partecipare a quel corso e fra loro probabilmente anche un consigliere federale. La convocazione è stata bloccata e il primo elenco è sparito dal sito federale.”

In questi giorni Andrea Locatelli è tornato sulla scena e ha detto di volere collaborare al rilancio del pugilato.

“In febbraio Locatelli ha perso le elezioni per diciassette voti. In quello stesso giorno il gruppo di Lai disse ad Andrea che non potevano lasciare andare via una persona come lui, che avrebbe dovuto unirsi a loro per salvare la boxe. Locatelli ha lavorato a un progetto, ha stilato un piano e ha cominciato a viaggiare per convincere il presidente e il CF a operare seguendo la strada della collaborazione.Noi stessi sostenitori della sua candidatura, in una riunione tenutasi a Roma il primo novembre, abbiamo condiviso il progetto per il bene dell’esangue pugilato pro: non si poteva tenere fuori il 50% dell’elettorato dalla vita delle istituzioni federali.

Andrea chiedeva che un elemento dell’opposizione figurasse in ciascuna commissione. La risposta della FPI è stata chiara fin dall’inizio: abbiamo vinto noi, comandiamo noi. Non vogliono elementi non in linea con i vertici federali dentro le commissioni. Io a quel punto ho scelto di rimanere fuori da ogni commissione e operare nel CF solo per controllare e verificare il rispetto delle regole.”

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Macchiarola non si ferma qui.

“Ho presentato numerose obiezioni. Ho detto no al contratto per i servizi tecnologici delle score machine affidati ad una ditta il cui amministratore è un arbitro. Ho presentato un quesito scritto al segretario e non ho mai ricevuto risposta. C’è , a mio parere, un evidente conflitto di interessi. Quell’assegnazione era già stata fatta in epoca di score machine, quando erano i computer a decidere i nomi degli arbitri che determinavano i verdetti. È lo stesso sistema che gestisce i sorteggi pre torneo. Non ho mai detto che chi aveva ricevuto in assegnazione l’appalto aveva o avrebbe manipolato le macchinette, ho semplicemente detto che ci trovavamo davanti a un chiaro conflitto di interessi.”

Macchiarola prosegue nel bilancio della sua attività di consigliere federale.

“Ho contestato l’assegnazione di alcuni campionati con una formula non conforme ai protocolli di norma seguiti. Mi sono associato alle proteste dell’Anap rispetto alla nomina di tecnici di livello non adeguato e, come detto, addirittura non tesserati.

Non sono stato d’accordo con la comunicazione dei bilanci a ridosso della discussione in CF. Ho presentato protesta scritta sul fatto che tecnici federali siano tesserati con le Associazioni Sportive, che la Fpi assegni alcuni corsi di formazione in esclusiva retrocedendo il 70% degli utili agli organizzatori quando invece quegli utili dovrebbero essere reinvestiti totalmente nelle attività dei Comitati Regionali.”

Il dottore entra in un campo che gli sta particolarmente a cuore.

“Non mi è piaciuta la decisione di ridimensionare di fatto lo staff sanitario delle squadre nazionali. Ma non sono riuscito a farmi capire. All’interno dello staff della Fpi non esiste più la figura del consulente ortopedico che è fondamentale nell’iniziale screening traumatologico.”

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Un piccolo passo indietro, parliamo dei tecnici della nazionale.

“Viviamo una situazione paradossale. Come è possibile che a quasi un anno dalle elezioni non si abbiano ancora i due Direttori Tecnici designati? Come è possibile che i nomi dei due cubani siano stati tenuti segreti e ancora oggi non ne siano stati definiti i compiti?

Perché non è stata esposta in Consiglio la relazione tecnico economica sull’attuazione del programma (mai presentato) che la commissione squadre nazionali avrebbe dovuto esibire entro luglio e di cui ho sollecitato la visione senza ricevere alcuna risposta?”

Quando ci sarà il prossimo Consiglio Federale?

“In dicembre, in occasione dei campionati italiani. Spero che non sia come quelli che l’hanno preceduto. Tutto di corsa, con le delibere presidenziali approvate senza discussione e con molti punti all’ordine del giorno abbandonati lungo il cammino. Siamo arrivati a un punto in cui è necessario seppellire le asce di guerra, bisogna cominciare a condividere con tutte le professionalità presenti nella FPI la discussione e l’eventuale soluzione dei problemi che oggi attanagliano questa organizzazione.

Tengo a precisare, in conclusione, che ho affidato questo mio sfogo alla stampa non per protagonismo, ma perché la comunicazione ufficiale FPI non permette alla base di conoscere appieno i risvolti della vita federale come invece sarebbe possibile se fossero pubblicati i verbali dei Consigli, richiesta presentata ufficialmente ma non accolta, come avviene per tante altre Federazioni del Coni.”

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