Il 21 agosto del 1981 sul ring del Caesars Palas di Las Vegas, l’immenso Salvador Sánchez difese per la sesta volta il titolo mondiale dei pesi piuma WBC, annientando Wilfredo Gomez, precedentemente imbattuto (32-0-1), per KO tecnico all'ottava ripresa, in quella che venne definita la "Battaglia dei Piccoli Giganti".
Prima di questo incontro Sánchez aveva subito una sola sconfitta, nel 1977 ai punti per SD, per mano di Antonio Becerra per il titolo messicano dei pesi gallo.
Si era guadagnato la fama di eccellente tecnico e di lucido stratega soprattutto per le due sfide contro in terribile Danny López contro il quale conquistò il titolo mondiale, ubriacandolo di colpi fino ad abbatterlo con la precisione di un torero.
Gomez era la stella indiscussa del pugilato P.Ricano. Nel 1974, a soli 18 anni vinse l’edizione inaugurale dei mondiali dilettanti di L’Avana.
Nel 1977 conquistò il mondiale s.gallo WBC che difese il tredici occasioni, sempre con conclusioni prima del limite.
Non era possibile sapere quanta della sua potenza esplosiva Gómez avrebbe mantenuto passando ai pesi piuma, ma aldilà di ciò, questa attesissima sfida rappresentava l’apice della rivalità pugilistica tra il Messico e Porto Rico.
A Sanchez venne garantita una borsa di 750.000 $, mentre a Gomez, favorito 9 a 5 dai pronostici della vigilia, andarono 500.000 $.
Sanchez, freddo, lucido e composto come sempre, sfiorò il successo per knockout già nella prima ripresa, in un round di apertura selvaggio. Il campione in carica aveva mandato al tappeto Gomez, che era partito all'attacco sconsideratamente, nei primi 30 secondi con una combinazione mozzafiato di gancio sinistro e diretto destro, sferrata con le spalle alle corde. Sanchez poi colpì a più riprese lo zigomo dello sfidante, che si gonfiò gradualmente per tutto il combattimento, fino a che l'occhio destro si chiuse.
Eppure Gomez, in qualche modo riuscì a superare la tempesta di colpi scatenatasi su di lui nel primo round e ripartì alla carica, attaccando all'inizio del secondo.
Nel resto del combattimento ci furono scambi feroci con Sanchez, che si era guadagnato una reputazione di “Mascella di ferro” nelle due sfide con Danny López, che di fronte ad un picchiatore come Gomez non indietreggiò mai.
Nonostante la superiorità del messicano il combattimento non fu unilaterale, come poteva sembrare guardando il viso tumefatto di Gomez, rispetto a quello intatto di Sanchez.Gomez, sicuramente indebolito per essere stato costretto a correre alle 4.30 del mattino per riuscire a fare il peso, non si arrese mai, al punto che all’inizio dell’ottava ripresa i cartellini dei giudici vedevano vicinissimi i due pugili (67-66, 67-65, 67-65).
Alla ottava ripresa l’arbitro Carlos Padilla fermò il combattimento dopo che Gomez, con lo zigomo destro rotto, entrambi gli occhi chiusi e il naso sanguinante, si era coraggiosamente rialzato dal suo secondo atterramento a seguito di una devastante serie di colpi di Sanchez, che riuscì così a cucinare a fuoco lento il rivale, evitandone la potenza.
Il trionfo di Sanchez su Gómez rimarrà scolpito nella storia della boxe come un capolavoro di bravura, abilità tattica e freddezza.
Sanchez è considerato da molti esperti uno dei migliori, se non il migliore peso piuma di tutti i tempi.
La triste verità è che nessuno di noi sa davvero quanto quel Salvador Sanchez, all’apice del successo, sarebbe potuto diventare “grande”, se non fosse tragicamente scomparso il 12 agosto 1982 in un incidente automobilistico a soli 23 anni.
Don King, organizzatore della riunione di Las Vegas, aveva in programma di mettere di fronte a Sanchez il panamense Eusebio Pedroza, campione WBA, e in seguito un altra leggenda delle dodici corde, il nicaraguense Alexis Arguello, campione super piuma WBC.
