Il 21 luglio del 1973, sul ring della University Arena di Albuquerque, lo “sceriffo” Bob Fosterconservò il mondiale dei medio massimo infliggendo una pesante punizione al Sud Africano Pierre Fourie, in un incontro vinto ai punti, in una sfida connotata da forti polemiche a sfondo razziale.
Foster, uno dei migliori medio massimi di tutti i tempi, tornava sul ring a distanza di nove mesi dalla sconfitta per KO alla ottava ripresa subita da Mohammad Alì, in uno dei suoi numerosi tentativi, senza successo, di trovare gloria e quattrini nella categoria regina dei pesi massimi.
All'età di 34 anni, Foster, oramai logorato da una lunga carriera, era ormai prossimo alla fine del suo regno tra i mediomassimi e alla pensione.
Fourie era un bianco che proveniva dal Sudafrica, un Paese che all'epoca aveva in essere l'apartheid, subendo le relative ripercussioni internazionali.
Prima dell'incontro, durante le operazioni di peso, Foster sostenne che Fourie lo avesse chiamato "boy" (ragazzo) nel momento in cui si erano stretti la mano, affermazione all’apparenza innocua.
Non è chiaro se il campione fraintese la frase o se fosse prevenuto al punto da cercare la polemica a prescindere, ma prese la cosa sul personale e giurò di dare una lezione a Fourie, cosa che effettivamente fece, sebbene in seguito ridimensionò le accuse di razzismo.
Una volta iniziato l'incontro, Foster sferrò centinaia di jab sinistri al volto di Fourie e lo sfidante era sanguinante fin dal primo round, quando subì un taglio sopra l'occhio destro.
Alla fine, però, restituì il favore al campione, provocandogli un taglio sopra l'occhio sinistro, un'abrasione che richiese dei punti di sutura.
Non c'era alcun dubbio che il campione, alto 1,92 metri, dominasse il suo avversario, che era più basso di dieci centimetri, in virtù della sua bravura e della sua esperienza.
Non avendo ne l’altezza né l’allungo, Fourie cercò di farsi strada con la forza tra le lunghe braccia di Foster, ma si è ritrovò presto con un occhio tagliato e il naso sanguinante.
Perse tutti i primi round a causa del jab, jab, jab del campione che tuttavia, mancò alcuni potenti diretti destri che avrebbero potuto essere decisivi.
L'incontro si concluse al limite delle 15 riprese previste per la delusione degli spettatori pro-Foster di Albuquerque, sua città natale, dove il “vicesceriffo” difendeva il titolo per la prima volta in carriera.
Foster attribuì tale esito proprio all'incidente avvenuto prima del match.
“Volevo che l'incontro durasse 15 round. Volevo punirlo", dichiarò il campione dopo il match.
"L'ho avuto in pugno quattro o cinque volte. Mi aveva chiamato 'boy' e non tollero che qualcuno mi chiami così. Ogni volta che lo colpivo, accusava il colpo."
Quattro mesi dopo Foster confermò la sua superiorità su Fourie nella rivincita disputata a Johannesburg, davanti a 40.000 spettatori, che infranse le barriere razziali, essendo il primo incontro in assoluto disputato tra un bianco ed un nero nel Sudafrica dell’Apartheid.




