Vita, carriera e caratteristiche del gigante gitano
Nel 2012 passò sotto la guida di un altro zio, Peter Fury, battendo Martin Rogan, Vinny Maddalone e poi Kevin Johnson in una eliminatoria per il titolo WBC. Nel 2013 ha debuttato negli Stati Uniti al Madison Square Garden di New York battendo l'ex campione dei massimi leggeri Steve Cunningham per K.O. al 7° round ma venendo atterrato nel secondo round. A fine del 2014 conquistò il titolo europeo e nuovamente quello britannico battendo ancora Derek Chisora per ritiro al 10° round. Battuto anche il rumeno-tedesco Chistian Hammer il 28 novembre 2015 conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi battendo ai punti a Duesseldorf il favoritissimo veterano ucraino Wladimir Klitschko. Solo il WBC non lo considerò campione del mondo ma chiunque con un minimo di cervello invece sì.

La conquista del titolo mondiale cambiò immediatamente in peggio la vita personale di Tyson Fury, incapace di reggere il peso della popolarità. Dopo alcune improvvide uscite con apprezzamenti discutibilissimi nei confronti del genere femminile, Fury piombò vittima della depressione sviluppando una tossicodipendenza da cocaina e ingrassando a dismisura. Si aggiunse a questo una confusa questione di un controllo antidoping in cui era risultato positivo assieme al cugino Hughie Fury, questione i cui strascichi si trascinano tuttora con la Federazione Britannica. Attualmente Fury combatte con licenza statunitense.

Ritiratosi dall'attività Fury ricominciò a pensare alla boxe due anni dopo sostenuto dall'amico e giovane nuovo allenatore Ben Davison. Il ritornò sul ring avvenne dopo oltre due anni e mezzo dal match con Klitschko con due facili vittorie contro Sefer Seferi e Francesco Pianeta, poi accettò di battersi il primo dicembre 2018 contro l'imbattuto Deontay Wilder, riconosciuto campione dal WBC, a Los Angeles. Fu un match incredibile tecnicamente dominato da Fury ma nel quale Wilder lo mise due volte pesantemente al tappeto, la seconda delle quali sembrava definitiva. Ne scaturì un discusso pareggio che penalizzava in realtà Fury. Nella rivincita del 22 febbraio 2020 all'MGM Grand di Las Vegas, Fury, passato sotto la guida tecnica di Javan "Sugar" Hill coadiuvato dall'ex peso medio Andy Lee con cui è imparentato, ha ottenuto una straordinaria vittoria costringendo l'angolo di Wilder a ritirare il proprio pugile al 7° round dopo due atterramenti subiti dall'americano nei round precedenti.
Tyson Fury è considerato il miglior pugile tecnico fra i pesi massimi. Nonostante le dimensioni e il peso, 2 mettri e 06 per 124 chili nell'ultimo incontro con Wilder, Fury è straordinariamente mobile e ha dei movimenti di piedi e gambe eccellenti che lo mettono sempre nella giusta posizione sul ring. Dotato di un ottimo jab sinistro è essenzialmente un incontrista dotato di buona potenza, come dimostrato contro Klitschko, ma ha dimostrato di essere anche in grado di assumere prepotentemente l'iniziativa come nella rivincita contro Wilder. Personalità estroversa e uomo sicuramente dotato di intelligenza pugilistica (sua la scelta di un allenatore portato a una boxe offensiva come Hill, nipote di Emmaniel Steward), Fury ha un possibile tallone d'Achille nella vita fuori dal ring ma sembra ora reggere l'impatto con la rinnovata grande popolarità. Nel suo futuro due potenziali grandi match: una terza sfida contro Wilder e un ricchissimo scontro contro il connazionale Joshua detentore delle altre cinture in circolazione.



