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Lourdes Juarez: sorella della mitica "Barby", già calciatrice, mamma e sopratutto pugile

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(Lourdes "Pequena Lulù" e Mariana "Barby" Juarez)

 

Ha trentun’anni, é nata a Città del Messico e ha sostenuto 27 match professionstici, con 25 vittorie e 2 sconfitte, una delle quali prima del limite. Ma, sportivamente parlando, é passato tanto tempo da allora. Era il 2014 quando, pugile da solo pochi mesi, una certa Jazmin Ortega, mediocre “comparsa” del pugilato femminile atzeco, le impose il kot alla seconda ripresa, conquistando uno dei rari successi nella sua modestissima carriera.

Eppure, “Pequena Lulù”, come sempre l’hanno chiamata in casa e fuori, non si é arresa. I fatti le hanno dato ragione e oggi, mamma dei piccoli Derek e Dominick, é campionessa Fecombox delle peso mosca.

Il nome vero della bella ragazza, dai tratti tipici dell’india, é Lourdes Juarez, una donna con grandi sogni e non soltanto riguardanti il pugilato, ma anche la vita quotidiana, l’esistenza “normale” di una persona che vuole essere una brava madre e dimostrare alle altre messicane che niente é impossibile, se lo s'insegue con tenacia e coraggio. In famiglia ha un esempio sfolgorante a cui rifarsi: la sorella maggiore e pluricampionessa del mondo Mariana "Barby" Juarez (51-9-4; 18 ko), una delle migliori interpreti planetarie della “boxe rosa”, sul ring da vent’anni.

Eppure, non i guantoni, ma il pallone da calcio fu il primo amore in famiglia:

"Noi, fratelli e sorelle Juarez, siamo sempre vicini allo sport con mio padre, che é stato presidente di varie squadre e persino della Lega di foot-ball. Eravamo completamente immersi nel calcio e passavamo tutto il tempo libero sui campi, coperti di terra e fango in quell'infanzia meravigliosa".

Forse  anche abbastanza sorprendente il ritratto che la figlia fa del papà, dal momento che il Messico é tradizionalmente dipinto come la terra del “machismo” più radicato. E invece, quanto racconta “Pequena Lulù” é ben lontano da tale stereotipo:

"Mio padre ci ha sempre insegnato a buttarci in avanti senza timore e, quando vogliamo fare qualcosa, di farlo al cento per cento, senza giocherellare nè tantomeno restare sedute e di ricordare in ogni momento che anche se sei una donna, puoi fare ciò che vuoi ".

La colonna portante dell’esistenza dei Juarez é da sempre la famiglia, il punto di partenza di ogni obiettivo che si desidera raggiungere.

"Siamo sempre stati una famiglia unita-Sottolinea Lourdes-Non riesco a pensarmi senza famiglia e senza la forza che mi dà l'avere tutti i miei cari vicini. Avevo dei dubbi a salire sul ring per i miei bambini, perché dovevo lasciarli spesso (e non era facile), per andare ad allenarmi o a combattere; non potevo prenderli con me e a volte erano costretti a restare con mia nonna o mio padre. Anch’essi si stanno però abituando, ma é ancora un boccone amaro lasciarli, per recarsi al lavoro ".

Accanto alla sorella Mariana, le si accese la “scintilla” non molti anni fa, quando condivise con "Barby" gli allenamenti per un combattimento sulle dieci riprese e si rese conto, faticando al suo fianco, di reggere bene lo sforzo, tanto che vari amici e famigliari cominciarono a chiederle perché non ne seguisse le orme. E infatti questo é inevitabilmente accaduto, in maniera seria e professionale, nel 2013.

Poi, Il fantasma delle prime sconfitte di cui già s’é detto e una nuova e imprevista battaglia che doveva combattere e vincere solo nella sua mente. “Mi domandavo se fossi capace di mettere i guantoni e se ne valesse la pena-Confessa Lourdes Juarez-I giorni della sconfitta sono quelli in cui pensi senza sosta a tali cose, ma perdere é come ascoltare nuovi e buoni consigli. Poi  la mia famiglia, mia sorella, mio ​​marito mi dicevano che potevo diventare una brava pugile e che per una o due sconfitte stavo per arrendermi, invece di correggere ciò che doveva essere corretto".

Ora vuole diventare campionessa del mondo ed é già tra le migliori. Sa che deve progredire ancora e c’é da scommettere che farà tutto ciò che potrà, per diventare ancora più brava.

Sabato prossimo affronterà la connazionale a Nogales, Sonora. Un passo ancora verso la meta.

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