
Decisivo, pare, un colpo al corpo.
D'accordo, e' finita come pronosticavano tutti, e cioè con una vittoria prima del limite, K.O. al 4° round per Jarrett Hurd ma possiamo sommessamente dire che c'è qualcosa che più che lasciare un sapore di amaro ci lascia un po' interdetti? Le cose sono andate così. Per 3 round Jason Welborn ha fatto il match costringendo Hurd, che rientrava da un infortunio alla spalla, a un match che non poteva piacergli granché, cioè addosso alle corde e sempre comunque con Wellborn addosso. Si sa che l'inglese male non fa, ma ciononostante si è preso le sue belle soddisfazioni che abbia vinto tutte quelle tre riprese o meno. Poi avviene che nel 4° round Hurd metta due colpi bassi che nessuno sembra notare, Welborn neppure se ne lamenta, ma intanto Hurd fa andare le sue lunghe leve ed ecco che arriva un destro al corpo, questo lecito. Welborn si inginocchia al tappeto, sembra attendere il conteggio dell'arbitro per rialzarsi, guarda continuamene il proprio angolo ma non sembra soffrire particolarmente. Poi fa scientemente quello che alcuni pugili fanno quando vogliono togliersi dai guai e ciè si rialza dopo 10 secondi e un pezzettino costringendo l'arbitro a fermare il match. Certo è un K.O. ma non del tipo che ci piace vedere. Non si può nemmeno dire che Welborn non ci abbia provato. Però si può dire che alla prima difficoltà abbia considerato il viaggio a Los Angeles solo una bella occasione. Pagata.



