
Drammatica conclusione a Quebec City
E' compito ingrato scrivere del match fra Adonis Stevenson e Oleksandr Gvozdyk sapendo del dramma che ne è seguito e che vede il 41enne peso mediomassimo haitiano-canadese lottare fra la vita e la morte in un ospedale canadese. Chi scrive si fa un punto d'onore di non guardare, per poi scriverne la cronaca, match di cui conosciamo il risultato. Riteniamo un punto importante mettersi sullo stesso piano dei giudici e di un arbitro che non hanno a disposizione replay, giudizi a posteriori e tanto tempo per prendere posizione, magari dopo aver letto quella di altri. Ma in questo caso la notizia delle drammatiche condizioni di Stevenson è inevitabilmente filtrata e quindi si è iniziata la visione sapendo come sarebbe andata a finire. A questo punto diventa pure notizia di cronaca il fatto che Gvodzyk, 31enne ucraino medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2012 a Londra, abbia conquistato a Quebec City, Canada, il titolo mondiale vero dei pesi mediomassimi.

La conclusione, drammatica per le sue conseguenze, è arrivata all'11° round di un match che l'ucraino stava conducendo comunque ai punti per 2 giudici su 3, uno dei quali il nostro Guido Cavalleri. A nostro avviso l'inizio era stato di Stevenson che aveva preso l'iniziativa mettendo a segno qualche sinistro, lui mancino, e muovendosi in modo sorprendente per un pugile di quell'età. Però nel 3° round un destro d'incontro di Gvozdyk lo aveva atterrato ma l'arbitro Michael Griffin aveva incredibilmente optato per una scivolata.
Da quel momento il match è cambiato. Gvozdyk è salito in cattedra agendo principalmente da incontrista, mobilissimo, muovendosi convenientemente alla sua sinistra, lasciando il centro del ring a Stevenson ma andando a segno con diretti destri al volto in numero sempre crescente round dopo round. Molto bello, ricco di scambi il 5° round ma con il passare delle riprese cresceva la superiorità dell'ucraino e la conseguente frustrazione di Stevenson che cominciava a irrigidirsi per cercare il colpo duro. In questa fase Stevenson appariva improvvisamente invecchiato, soprattutto non più spinto da gambe legnose e più vicino parente di quello che aveva salvato il titolo con un pari fortunoso di fronte a Badou Jack che non al tremendo picchiatore degli anni precedenti. Solo nel 10° round un suo sinistro faceva traballare Gvozdyk che però superava velocemente la breve crisi.
Nel round seguente finiva tutto quando un destro dell'ucraino, assistito all'angolo dal nuovo trainer Teddy Atlas, scuoteva Stevenson che andava in crisi finendo poco dopo al tappeto per somma di colpi, ormai in balia dell'avversario. Stavolta però non ce la sentiamo di criticare l'arbitro che non poteva intervenire prima e che non ha neppure completato il conteggio. Sembrava che Stevenson, a lungo a terra, si fosse ripreso ma poi è stato portato via in barella dal ring per poi stare male nello spogliatoio ed essere trasportato all'ospedale d'urgenza. Non rimane che attendere in silenzio e sperare.



