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Quando a Loiano d’estate si allenavano Nino Benvenuti e Carlo Duran…

 Roveri 1 dicembre
La riunione professionistica di sabato sera farà rivivere nel paese dell’Appennino tosco-emiliano quell’antica passione che nacque negli Anni Sessanta quando un campione del mondo e un campione d’Europa scelsero la piccola Loiano per preparare i loro combattimenti.
di Maurizio Roveri
C’è stato un tempo in cui un tranquillo gradevole paese dell’Appennino tosco-emiliano, a circa 700 metri di altitudine sulla Strada statale della Futa, circondato da querce e castagneti, attirava l’attenzione degli appassionati di pugilato. Quando erano… tanti tanti gli appassionati della Noble Art in Italia.
La piccola deliziosa Loiano - una quarantina di chilometri a sud di Bologna - era salita ad una certa notorietà per essere stata scelta come sede di allenamenti, nei mesi estivi, da un Campione d’Europa e addirittura da un Campione del mondo. Carlo Duran e Nino Benvenuti si preparavano, per i loro rispettivi combattimenti, in due posti diversi dello stesso paesino.
Succedeva nei ruggenti Anni Sessanta. Cominciò Carlo Duran quando non era ancora diventato Carlo Duran “italiano” ed era Juan Carlos Duràn l’argentino, arrivato da Rosario, dove lo avevano soprannominato “El Fofro” (il fiammifero) perchè era alto e magro magro. Figlio di Angela Ritondalli, umile e semplice ragazza calabrese che s’era imbarcata su un bastimento verso l’Argentina e là s’era sposata con Raul Domingo Duràn. Rimanendo presto vedova. E otto figli da far crescere. Il più piccolo era proprio Juan Carlos, il… fiammifero. Capitò un giorno in palestra e s’innamorò della boxe. Combattendo anche anche nel leggendario Estadio Luna Park di Buenos Aires, prima di prendere la strada per l’Italia e presentarsi sul ring in un pomeriggio di Santo Stefano al PalaPalestre di Ferrara. 
Juan Carlos aveva cominciato a frequentare Loiano dopo aver conosciuto - già nei suoi primi tempi ferraresi - e poi sposato l’Augusta. La cui famiglia, quella dei Becchetti, è appunto originaria di Loiano. 
 
Tutta la storia del “Fofro”, personaggio orgoglioso e istintivo, passionale sincero ed esagerato, artista del ring dal jab sinistro lampeggiante, campione che da italiano conquistò ripetutamente l’Europa nelle categorie dei medi e dei superwelter, è narrata magistralmente da un bravissimo giornalista e scrittore di boxe, Gualtiero Becchetti, nel libro “Duran! Duran! Duran!” Che - a mio parere - è un bell’esempio di letteratura sportiva. Gualtiero ha raccontato con grande stile e passione le vicende pugilistiche e umane dell’italo-argentino (e poi anche dei suoi figli, Massimiliano e Alessandro, che negli Anni Novanta sono saliti sul tetto del mondo).
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Fra i tanti episodi narrati da Becchetti ce n’è uno divertentissimo che riguarda gli allenamenti di Juan Carlos d’estate a Loiano. 
Ecco un estratto dal libro. “Di buon mattino, Duran saliva il sentiero di fronte a casa e s’immergeva nel verde incontaminato dei boschi per sostenere il consueto footing. Un giorno, però, accadde un fatto che per qualche ora allarmò l’intero paese e soprattutto le massaie intente a fare la spesa. Urlando come un’ossessa, in preoccupante affanno e in stato di totale agitazione, un’anziana donna irruppe in un negozio di alimentari: “Oddio, oddio! In vetta ai munt u’ié un mat c’al fa di ròj da par se, al fa di selt, al dà di pogn pr’eria e al va ad cammenna avént e indré. A son scapéda appenna in temp…” (Oddio! Sui monti c’è un matto che urla da solo, salta, dà dei pugni all’aria e corre avanti e indietro. Sono scappata appena in tempo…)”. In un attimo la voce percorse la piccola comunità e perfino il maresciallo dei carabinieri venne informato dell’allarmante avvistamento…”.
Più tardi, ma abbastanza più tardi, a qualcuno in paese s’accese la lampadina e gli venne in mente che forse poteva essere il pugile (allora ancora argentino) che stava allenandosi nei sentieri del bosco. Una delegazione di cittadini si recò a rintracciare Juan Carlos il quale - ignaro di tutto - stava facendo la doccia dopo aver terminato l’allenamento. Venne poi convinto ad andare ad abbracciare l’anziana signora che egli, involontariamente, inconsciamente, aveva spaventato. E tutto finì fra le risate.
Nel tempo i loianesi impararono a conoscere e ad apprezzare Duran. Diventandone suoi fieri tifosi. 
Carlo era già campione d’Europa dei pesi medi quando… un’estate trovò il suo territorio occupato. 
Occupato da chi? Nientemeno che dal campione del mondo, il personaggio più popolare del pugilato italiano. Nino Benvenuti. L’uomo che aveva tenuto alzato più di venti milioni di italiani ad ascoltare, nel cuore della notte, la radiocronaca della sua straordinaria impresa americana.  Era la notte del 17 aprile 1967. Nino diventava il primo pugile italiano a conquistare la cintura di Campione del Mondo dei pesi medi! Sconfiggendo clamorosamente Emile Griffith sul ring del prestigioso Madison Square Garden di New York. Famosissimo, Benvenuti a quel tempo aveva l’Italia ai suoi piedi.
In estate, progettando la preparazione di Nino per il secondo combattimento con Griffith, Bruno Amaduzzi il procuratore bolognese di Benvenuti e Libero Golinelli il trainer decisero di allestire il campo di allenamento all’aperto a Loiano, tra il verde e le montagne, lontano dal caldo opprimente d’un città come Bologna.
 
Ecco come, nel suo libro, Gualtiero Becchetti racconta… l’occupazione di quello che fino ad allora era il territorio di Carlo Duran.  “Fu un’estate strana, quella, per Duran. Quando arrivò a Loiano, infatti, trovò il “proprio territorio” occupato da chi non si sarebbe mai immaginato, cioè da Nino Benvenuti e da tutta la scuderia del Supermercato Mobili che, capitanata da Libero Golinelli e sotto le direttive del manager Bruno Amaduzzi, aveva piantato le tende nella grande e disabitata Villa Loup, proprietà della facoltosa famiglia svizzera dei Dubois, nella frazione di Scanello, ad un tiro di schioppo dal centro del paese. In quella che oggi è un’elegantissima struttura alberghiera, erano radunati numerosi protagonisti del pugilato italiano: oltre a Nino, prossimo alla rivincita con Emile Griffith, c’erano Adinolfi, i fratelli Saraudi, Canè, Parmeggiani, Carbi, Simoni, Usardi, Sabri, Girgenti, Silanos, Farinelli, Del Degan e numerosi altri, tra cui pure James Shelton il californiano che di lì a poco avrebbe dovuto affrontare proprio Carlo Duran”.
Amaduzzi e Golinelli avevavano organizzato le cose per bene. Per tutta quella truppa. Il ring, i sacchi appesi agli alberi e diverse altre attrezzature. C’era anche chi preparava i pasti. Si respirava aria buona. Insomma, l’ideale per un ottimo ritiro.
Carlo continuava ad allenarsi facendo footing la mattina presto nel bosco (e nessuno più si spaventava…) e nel pomeriggio per il lavoro tecnico utilizzava la palestra d’una scuola, l’Istituto Agrario. E talvolta anche gli spazi della ex-piscina di Loiano. Lì, nel cuore del paese, Duran ha fatto i guanti con Elio Calcabrini, con Enzo Pulcrano che era un “eroe” delle borgate romane, come Giannetto Zampieri, e la forte rivalità tra i due accendeva la passione: proprio cinquant’anni fa quella vittoria per KO di Pulcrano su Zampieri. Pulcrano era anche un buon attore, recitò delle parti in ventotto film, tra i quali “A pugni nudi” pellicola del 1974. 
Carlo Duran a Loiano ha fatto i guanti anche con Antonio Aguilar. Chi era? Eh, Antonio Aguilar è stato semplicemente… il primo pugile al mondo ad avere battuto Carlos Monzon! E’ successo il 28 agosto 1963 al Luna Park di Buenos Aires. Dopo Aguilar ce ne sono stati altri due, entrambi nel ’64, Felipe Cambeiro e Alberto Massi. Tutti argentini. Sono state le tre sole sconfitte di Monzon in carriera. Dopo il 1964, non perse più.
La rivalità fra Carlo Duran e il clan di Benvenuti andò poi stemperandosi. Cosicchè - successivamente - Villa Loup, dove si allenava lo squadrone della Supermercato Mobili, aprì le porte a Carlo. Ad una condizione: Duran e Benvenuti non avrebbero mai dovuto fare i guanti tra di loro. E fu così. 
Un volta Libero Golinelli volle fare uno scherzo a Carlo. Mettendogli improvvisamente davanti, sul ring, Dantone Canè. Peso massimo. Più grosso, più pesante, più potente. Duran, che in quanto ad astuzia ne aveva addirittura più dello stesso Golinelli, non fece una piega. Accettò quelle riprese di guanti. Danzando rapido attorno a Canè, e producendosi nelle sue caratteristiche schivate, non prese neanche un colpo.
Le estati dei campioni del ring in allenamento a Loiano erano un’attrazione per i turisti del paese sull’appennino. E da lì nacque la forte passione per la boxe da parte dei loianesi. 
Una passione antica che domani sera rivivrà intensamente e fieramente per il debutto professionistico di Emanuele Venturelli, peso massimo, il beniamino di casa, allievo del maestro Massimiliano Duran nella palestra della Pugilistica Padana a Ferrara.
 Venturelli si allena
Emanuele Venturelli scon il maestro Massimiliano Duran
 
 Venturelli è un ragazzone dall’ottimo fisico. Disinvolto, sicuro, sorretto da una ammirevole determinazione. La sua sfida sta destando grande curiosità. E’ la sfida di un ventottenne che ha scoperto il pugilato nel 2016. E che ha deciso di tuffarsi in quest’avventura. Dieci match da dilettante. Otto vittorie e 2 pari. Imbattuto. Ora lo attende il salto del fosso. Passa da dilettante Senior a pugile Professionista, senza neanche un incontro da Elite. Un azzardo? Massimiliano Duran è tranquillo. Venturelli è preparatissimo. Il punto interrogativo è rappresentato da come Emanuele saprà gestire la pressione. Che inevitabilmente ci sarà. La pressione del debutto. La pressione di non dover deludere i propri tifosi, i propri concittadini, che da lui si aspettano tanto.
L’avversario di Venturelli è il trentenne campano Christian Solito. Il quale ha già combattuto qualche match da Professionista. Un pugile che in carriera, fra l’ampia attività dilettantistica e quella da Pro, ha già totalizzato 41 match. E va sul ring dall’ottobre 2004. Mentre il loianese Venturelli ha in tutto 10 match (da dilettante) e fa la boxe da due anni.
Il sabato sera speciale al palasport di Loiano mette in programma un altro combattimento professionistico: l’imbattuto superleggero ferrarese Daniele Zagatti (3 match, 3 vittorie) incrocerà i guantoni con il peso welter romano Mauro Loli.

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