PASCUAL PEREZ Peso mosca, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra nel 1948, campione del mondo dal 1954 al 1960 (quando di campioni del mondo ce ne erano solo otto), 84 vittorie (57 per KO) 7 sconfitte e 1 pari. Nove vittoriose difese del titolo del mondo.

Un fuoriclasse, uno dei tre più grandi pugili argentini di sempre… gli altri due, per intenderci, sono Nicolino Locche e Carlos Monzon. Stiamo parlando di Pascual Perez, il primo pugile argentino a fregiarsi del titolo di “Campione del Mondo”. Nel 1995 l’International Boxing Hall Of Fame lo ha inserito tra i più grandi pugili di tutti i tempi. Nasce il 4 Marzo 1926 a Rodeo del Medio, nella provincia di Mendoza, all’ombra dei 6570 metri del Tupungato, cordigliera delle Ande. E’ figlio di contadini dediti alla coltivazione della vite. E’ il più piccolo di nove fratelli e fin da giovanissimo il suo ruolo è quello di aiutare la famiglia nei campi. Nel ‘42, a sedici anni, conosce il ring; è Felipe Segura che lo segue e che lo guiderà per l’intera carriera. Basso di statura, solo 150 cm, ma formidabile colpitore (saranno 57 le vittorie ottenute per KO), inizia la sua attività dilettantistica presso il “Deportivo Rodeo de la Cruz”.
Mancino naturale ma capace di combattere con estrema naturalezza in guarda sinistra, combatte da dilettante 125 volte tra il 1944 e il 1948, vincendo 16 tornei e combattendo inizialmente con il nome di Pablo Perez per tenere nascosta l’attività di pugile ai genitori che non vedevano di buon occhio il fatto che il figlio salisse sul ring a discapito del lavoro nei campi. A Londra nel ‘48 il successo ai Giochi Olimpici con la vittoria in finale sul nostro ottimo Spartaco Bandinelli, di cinque anni più grande e mai passato professionista. Bandinelli, che ai quarti aveva clamorosamente eliminato il grande favorito spagnolo Luis Martinez Zapata, campione d’Europa uscente, tenta in tutti i modi di contenere l’aggressività e la potenza di Perez e ne esce un match equilibrato e altamente spettacolare che la giuria consegna al pugile argentino. Al rientro in patria Pascual Perez è accolto come un eroe.

L’attività dilettantistica di Perez prosegue fino alle selezioni per Helsinki 1952, ma in semifinale una split decision molto contestata premia il suo avversario Francisco Calvagno, poi battuto in finale da Alberto Barenghi (che a Helsinki verrà eliminato al primo turno). Nel Dicembre del ‘52 Pascual Perez passa professionista. Vince i primi 23 incontri, 22 per KO, poi il 24 Luglio 1954, al Luna Park di Buenos Aires e alla presenza del presidente Juan Domingo Peron, pareggia con il campione del mondo dei pesi mosca, il giapponese Yoshio Shirai, in un match sui dieci round senza titolo in palio. E’ la prima delle tre sfide fra i due.
Il 26 Novembre dello stesso anno, a Tokyo, c’è in palio il titolo del mondo… e Pascual Perez vince. Shirai (+46 -6 =4, 18 KO) è campione del mondo dal Maggio del ‘52 grazie al successo sullo statunitense di Honolulu Dado Marino ed è alla quinta difesa del titolo. Shirai parte forte sfruttando la superiorità in altezza (14 cm) e in peso, ma l’aggressività e la potenza di Pascual Perez hanno presto il sopravvento. Al dodicesimo un violento montante sinistro spedisce il giapponese al tappeto, la sua arcata sopracciliare sinistra sanguina copiosamente, gli ultimi quattro round sono per lui un calvario… Pascual Perez è una furia. 146 a 139, 146 a 143, 143 a 139 è il punteggio ai punti in favore di Perez. “Ho vinto per il Presidente Peron. Ho vinto per il mio paese. Ho vinto per l’Argentina” le parole di Pascual Perez dopo essere stato dichiarato vincitore.

Sei mesi dopo, sempre a Tokyo, la rivincita, titolo del mondo in palio. Stavolta la superiorità dell’argentino è palese sin da subito; Perez vince i primi quattro round e al quinto chiude la partita. E’ un violento gancio sinistro a infliggere il primo kd a Shirai, poi ancora il sinistro di anticipo sull’attacco del giapponese chiude l’incontro. E’ l’ultimo match di Yoshio Shirai.
Nei cinque anni che seguono Pascual Perez combatte 29 volte, ottenendo 28 vittorie, 8 delle quali per il titolo del mondo contro Leo Espinosa, Oscar Suarez, Dai Dower, Young Martin, Ramon Arias, Dommy Ursua, Kenji Yonekura e Sadao Yaoita, l’unico fin qui capace di sconfiggerlo a Tokyo in un match sui 10 round senza titolo in palio. A inizio 1960 il suo record è di 53 vittorie (38 per KO), un pareggio e una sola sconfitta (quella appunto contro Yaoita e ampiamente vendicata con un KO al tredicesimo). Il 16 Aprile 1960, al Lumpinee Boxing Stadium di Bankok, è una split decision in favore del pugile di casa Pone Kingpeich (19-3, 6 KO) a togliergli dopo sei anni il titolo del mondo. Kingpetch, di nove anni più giovane, è un peso mosca atipico, alto 169 cm… 19 più di Perez. L’enorme vantaggio in altezza si rivela decisivo. Perez imposta il match come sempre attaccando con durezza l’avversario, e a metà match è in vantaggio ai punti; Kingpetch, che incoscientemente continua ad accettare gli scambi, ha una profonda ferita all’arcata sopracciliare destra. Dal decimo round il thailandese cambia strategia e comincia a boxare di rimessa, tenendo lontano Perez e impedendogli di portare i suoi colpi migliori… i colpi d’incontro di Kingpetch hanno la meglio. Dopo quindici stupendi round il giudice thailandese Lorenzo Torreoalba ha Perez in vantaggio 145 a 143, ma l’altro thailandese Wong Hiranyalekha e il guru di “The Ring” Nat Fleischer hanno Pone Kingpeich avanti 148-137 e 146-140. Cinque mesi dopo, il 22 Settembre 1960, nella rivincita all’Olympic Auditorium di Los Angeles, Pascual Perez subisce una dura punizione.
E’ la prima sconfitta prima del limite per il grande campione argentino; al termine del settimo round Pone Kingpeich è chiaramente in vantaggio ai punti e a 2’32” dell’ottavo l’arbitro Mushy Callahan dichiara il KOT. Si chiude qui, a trentaquattro anni, la carriera ad altissimi livelli di Pascual Perez. Tra il Marzo del ‘61 e l’Aprile del ‘63 disputa 28 incontri, tutti in Argentina e contro avversari di modesta levatura, vincendoli tutti (19 per KO), poi torna a combattere all’estero, tra Filippine, Panama, Venezuela, Ecuador e Messico, ottenendo 2 vittorie e quattro sconfitte. A batterlo, tra i quattro, il colombiano Bernardo Caraballo (+22 -0 =1), due volte sfidante al mondiale dei gallo contro i grandissimi Eder Jofre e Fighting Harada, e il futuro campione del mondo dei mosca Efren Torres (+33 -1) che gli infligge un durissimo KO al terzo round. Purtroppo, dopo il ritiro, Pascual Perez si accorge di essere stato raggirato dai suoi procuratori, ritrovandosi senza risparmi e senza proprietà.
Riesce a trovare un impiego presso il Ministero degli Interni, affronta un doloroso divorzio da Herminia Ferch dalla quale ha avuto due figli maschi, si esibisce come chitarrista nei locali della provincia di Mendoza, si risposa nel 1970 con Selva Argentina Céliz alla quale resterà unito fino al 22 Gennaio 1977, giorno della sua morte. Paolo Lantini



