Un collage di immagini (fotoservizio Cristiano Frasca) per celebrare una serata di emozioni, ricordi e personaggi che hanno animato la settima edizione della manifestazione. L’evento, ideato e organizzato da BoxeRingWeb con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Forli e la collaborazione dell'Edera Boxe Forlì, ha avuto un ottimo successo di pubblico. Tutto esaurito. Il Comitato Direttivo che ha scelto i premiati, anche quest’anno era formato da Gualtiero Becchetti, Flavio Dell’Amore, Franco Esposito, Alessandro Ferrarini, Davide Novelli, Vittorio Parisi e Dario Torromeo.Sabato 25 ottobre, nella serata di gala che si è tenuta a Palazzo Albicini di Forlì, sono entrati nella Hall of Fame del Pugilato Italiano sei nuovi campioni.
Sabato 25 ottobre, nella serata di gala che si è tenuta a Palazzo Albicini di Forlì, sono entrati nella Hall of Fame del Pugilato Italiano sei nuovi campioni.
Sandro Lopopolo ci è stato raccontato con amore dal figlio Stefano (a destra nella foto, riceve il premio da Giuseppe Quartarone).
Sandro è stato un pugile che ha dovuto sempre remare controcorrente.
All’Olimpiade di Roma ’60 combatteva in un Palazzo dello Sport dove gli occhi del pubblico erano puntati su Franco De Piccoli e Nino Benvenuti.
Lopopolo conquistava una fantastica medaglia d’argento nei pesi leggeri.
Da professionista, in un'Italia che tifava per Mazzinghi o Benvenuti, sconfiggeva Carlo El Morocho Hernandez e diventava campione del mondo dei superleggeri.
Suo figlio Stefano lo ha ricordato con grande affetto.
Rocco Agostino è stato un maestro/manager genovese tra i migliori che l'Italia abbia mai avuto. Ha ricevuto il premio Paolo Celano (a destra nella foto, con l'organizzatore Mario Loreni),
Celano (nella foto con il maestro Meo Gordini e il capo redattore della Rai, Davide Novelli), che è stato accanto ad Agostino per gran parte della carriera del manager, ha parlato del carattere finto burbero e molto passionale del procuratore di quattro campioni mondiali. Ne ha celebrato le doti.
Cristian Sanavia (nella foto, premiato dal maestro Gino Freo) ha calcato il palco con grande energia. Ha ricordato come tutto sia nato da un sogno, come a volte accade nella vita. Una notte aveva sognato di essere diventato campione del mondo, raggiunta la maggiore età e ottenuto il permesso del papà, si è fatto tatuare sul braccio due pugili con sotto una cornice senza nulla all’interno.
Sei anni dopo, quel sogno di Sanavia (nella foto con Dario Torromeo, giornalista e scrittore) è diventato realtà e la sigla del WBC è andata a riempire quello spazio vuoto.
Il ritratto di Rino Tommasi, organizzatore e indimenticato giornalista, è stato fatto dal figlio Guido (nella foto, mentre riceve la Targa della Hall Of Fame Italia da Milva Rossi, vicepresidente CONI Emilia Romagna).
Un uomo che amava il suo lavoro. Ecco cosa era Rino. Aveva autorevolezza, competenza, linguaggio e ritmo. Tutte doti che lo hanno fatto amare dagli spettatori/lettori e ne hanno decreato l'ingresso nella Hall of Fame Italia.
Travolgente la presenza di Vincenzo Nardiello (nella foto, riceve la targa da Paola Casara, assessore alle poliche giovanili del Comune di Forlì), un fiume in piena. Ha spiegato con la delusione per alcune vicende, la scelta di non allenarsi, come avrebbe dovuto, in qualche circostanza.
Vincenzo ha gioito ancora una volta davanti alla narrazione della vittoria mondiale in terra di Inghilterra contro Thulane Sugarboy Malinga, alla sfida europea tutta italiana contro Mauro Galvano e ad altri suoi successi.
Mario Ireneo Sturla (nella foto sopra, premiato dal maestro Meo Gordini e dal dottor Luca Paciolla) ha riempito con la sua professionalità e competenza la chiusura della serata.
Ha raccontato il suo modo di interpretare il ruolo di medico ogni volta che si è trovato a bordoring. Ha sempre e solo agito a tutela dell’integrità e della salvaguardia del pugile. Ha commentto un filmato del mondiale superleggeri Ubaldo Sacco vs Gene Hatcher, disputatosi a Campione d’Italia il 21 luglio 1985. Ha ribadito con convinzione la sua scelta di imporsi, in quell'occasione, davanti a un arbitro che non ne voleva sapere di fermare il match, nonostante il texano perdesse abbondante sangue da uno spacco profondo, largo, pericoloso all’arcata sopracciliare sinistra. L'incontro è stato fermato per kot al quinto round e successivamente l’arbitro, il messicano Ernesto Magna, è stato sospeso per alcuni mesi.
All'interno della manifestazione, sono stati premiati altri due personaggi.
L'arbitro/giudice Thomas Harpula (nella foto tra la campionessa del mondo Simona Galassi e Giuseppe Quartarone, presidente del Comitato Regionale Emilia e Romagna) ha ricevuto la targa come miglior arbitro emergente.
L'altro riconoscimento è andato al giovane pugile ucraino Hileb Korosewski, nuovo campione italiano Under 17 nei 63 kg, già medaglia di bronzo agli Europei Schoolboys 2024 (nelle foto con Flavio Dell'Amore, direttore/editore di boxeringweb e motore della manifestazione, e Valerio Nati, campione del mondo).
A chiudere, la foto con tutti i protagonisti della serata. Manca Vincenzo Nardiello, chissà dove era in quel momento...




