Buon match a cui è mancata l'emozione
Buona e scontata vittoria per il peso leggero californiano Raymond Muratalla, campione di sigla IBF, che ha ampiamente battuto ai punti il brasiliano Robson Conceicao segnando probabilmente anche la fine della carriera di alto livello del 37enne sudamericano. Non è stato un match esaltante anche perché fin dall'inizio si è capito non solo chi avrebbe vinto ma probabilmente anche come. Certo sul ring le sorprse possono sempre accadere, ho visto pugili dominare per essere poi spazzati via da un colp solo, ho visto pugili lanciati verso una grande vittoria fermati non da un pugno ma da una distorsione a una caviglia e tanto altro. Ma sono episodi isolati in match come questo di Las Vegas.
La differenza di continuità, consistenza del pugno e continuità favorivano troppo Muratalla che sembrerebbe essere anche un buon incassatore. Molti di questi elementi riconducono alla differenza di età ma anche al fatto che Conceicao è in realtà un pugile più leggero. Ad onore del brasiliano va detto che non ha mai smesso di provare a vincere pur non snaturando mai il suo pugilato mentre il merito di Muratalla è stato anche quello di fare un match attento e di colpire sotto, cosa che Conceicao non gradiva anche se è stato in grado di evitare guai peggiori tanto che non c'è stato un solo momento in cui si è pensato che Muratalla potesse vincere prima del limite.
Un buon match quindi a cui sono mancati elementi di spettacolarità, cosa che da queste parti è sempre richiesta ma il pubblico di Las Vegas è stato tranquillo rispettando l'impegno dei due contendenti. I giudici hanno dato due verdetti di 119-109 e un 118-110 che ci trova d'accordo. Match correttissimo tanto da far risultare inutile la presenza dell'arbitro.



