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La limpida classe di Morejon ha illuminato la notte romana

 

Undici match, undici vittorie (8 KO’s) per il colosso dell’Alto Reno, che sta scalando il ranking WBC dei bridgerweight

di Maurizio Roveri

Non ho dubbi. Nell’ampia, intensa, interessante proposta pugilistica presentata dalla TAF (The Art of Boxing) e dalla De Carolis Prom al Pala Tiziano di Roma, la boxe più vera e di maggiore classe l’ha interpretata Angelo Morejon il peso massimo cubano della Pugilistica Alto Reno.

Morejon ha conquistato il titolo italiano, un primo passo verso la gloria. Un titolo che ad un pugile di questo spessore sta stretto, poichè figura già già nel ranking della WBC. All’ottavo posto dei Bridgerweight. Ripeto: ottavo posto nel ranking della prestigiosa World Boxing Council.

Con la sua espressione tecnica, l’intelligenza, la rapidità (rara) per un gigante di 1,95 e la precisione con la quale “legge” ogni fase del combattimento, Morejon ha illuminato la scena nella notte romana.

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Voleva partire da qui, dal titolo italiano, nella sua “road to glory”. Angelo lo ha desiderato, il Tricolore. Lo ha voluto fortemente. Dimostrando rispetto e riconoscenza nei confronti del pugilato italiano. Che lo ha accolto con sensibilità, con delicatezza, sotto forma di quel piccolo tempio nel quale si coltivano talenti. La palestra dell’Alto Reno a Castel di Casio. Qui, da tempo, il maestro Lele Orlando ha portato l’insegnamento della boxe, e dei suoi valori, in territori dell’Appennino tosco-emiliano dove il pugilato era sconosciuto o quasi. Riuscendo ad appassionare ragazzi e ragazze. A cominciare dai suoi figli, in palestra da giovanissimi: Tommaso, detto Tommy, aveva 3 anni quando scoprì il fascino della Noble Art, non è un mancino ma suo padre con felice intuizione lo impostò pugilisticamente da mancino, e Tommy si divorava i video su Prince Naseem Hamed il suo idolo provando e riprovando in palestra i movimenti, i riflessi, la precisione dei colpi del peso piuma considerato fra i migliori di tutti i tempi. Tommy Orlando è un “gioiello” della Nazionale azzurra giovanile, è diventato vicecampione d’Europa Under 19 (un “argento” vinto da diciassettenne!). E Sofia, la sorella, ora diciannovenne, era in maglia azzurra già all’età di tredici anni. E nel tempo ha vinto più volte i titoli italiani nelle categorie giovanili.

Qui, nel regno di Lele Orlando, è nato pugilisticamente Diego Lenzi. Per anni il peso massimo della Pugilistica Alto Reno. Il Maestro Lele lo aveva soprannominato “Godzilla”. Poi, Diego ha fatto altre scelte.

Ma… poco più di tre anni fa arrivò - attraverso una strada lunga e tortuosa - un ragazzone cubano. Scappato dal raduno della squadra, l’Equipo Nacional, durante un tour in Russia. Succede che Angelo Morejon combatte a Mosca e vince. Fa bella figura. Il suo cuore, però, è tormentato. La sera stessa decide di cambiare radicalmente la sua vita. Vuol diventare pugile Professionista. Fugge. E si avventura in un cammino lungo, di giorni e giorni, a piedi. E anche pericoloso. Cammina tra le montagne, spesso di notte. Al buio. Lungo la rotta balcanica. Non sa se, e quando, arriverà in Italia. Però la determinazione è fortissima. Vuole ricongiungersi con sua madre. Che vive da tempo in Italia. A Porretta Terme, sede del Comune di Alto Reno Terme. Che fa parte della città metropolitana di Bologna.

Dopo un mese Angelo raggiunse la Serbia. Proseguendo per la Croazia, dove venne respinto per due volte.

Al terzo tentativo Morejon ce la fa. E arriva poi in Slovenia. Esausto. E da lì, ecco finalmente l’Italia. Lo vengono a prendere. Lo portano a Porretta Terme. E da quelle partii c’è la palestra di Lele Orlando. Come una benedizione, un raggio di sole, dopo quel viaggio infinito. Autentica odissea.

E allora… può tornare a fare il Pugile. Recupera ritmo e reattività sul ring. Qui in Italia diventa Professionista.

Da oltre tre anni Angelo Morejon è tesserato per la Federazione Pugilistica Italiana. Questo è il motivo per il quale ha potuto combattere per il Campionato d’Italia.

“Sono orgoglioso di questo titolo!”, ha esclamato felice e fiero dopo il successo ottenuto su Carlesimo, per ritiro del pugile romano, deciso con il cast tecnico nell’intervallo tra quinto e sesto round. Carlesimo era finito al tappeto nel corso della quinta ripresa, sorpreso e buttato giù da una rapidissima combinazione di tre colpi di Morejon. Il romano, grosso, pesante, più lento, ha cercato con coraggio di tener testa alla pulitissima tecnica e alla concretezza di Angelo Morejon. La differenza era evidente. La scelta di tempo di Morejon, il senso dell’anticipo, portando colpi rapidi e precisi: diretti, ganci, montanti. A colpo sicuro. Senza mai sprecare.

Carlesimo dopo il pesante knock down ha avuto la forza di rialzarsi e l’orgoglio per riprendere il match e tentare degli attacchi. Però al gong della sesta ripresa, non si è alzato dallo sgabello.

Troppo più bravo, Morejon.

E mentalmente tranquillo e solido, ecco un’altra risorsa importante.

E adesso?

Lo chiedo al suo allenatore, Emanuele “Lele” Orlando.

“La strada è quella della WBC, dove Angelo nell’ultimo ranking dei bridgerweight è posizionato all’ottavo posto. Bene. Abbiamo fatto ora un altro passo avanti, un’altra prestazione convincente. Ma si continua a lavorare duro. Per migliorare. E aggiungere ancora consistenza”.

Per continuare a salire nella graduatoria della WBC, che cosa conviene fare a questo punto?

“Un altro paio di match per raggiungere il top. Crescere ancora. Per poter poi lanciare la sfida a Ryad Merhy, il belga che è il Campione del Mondo WBC dei Bridgerweight”.

Angelo ha portato colpi meravigliosi nel combattimento con Carlesimo

“Sì, ha fatto bene il suo stile di pugilato. Alternando diretti veloci, montanti, ganci, lavoro sopra e al corpo. Con precisione. Senza sprecare. Non va mai a vuoto. Oltre all’abilità difensiva dimostrata”

Il tutto con naturalezza. In tranquillità. Ecco, la sua forza è anche la serenità mentale

“Sicuramente. Ed è un aspetto fondamentale”.

Dove può ulteriormente crescere?

“Aggiungendo, un po’ per volta, qualche chilo. Per arrivare a 101. Stando ancora dentro alla categoria dei Bridgerweight”.

Angelo Morejon resta imbattuto da Pugile Pro. Undici match, 11 vittorie, 8 prima del limite.

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