Quando combatteva Tony “El Torito” Ayala Jr. gli Stati Uniti praticamente si fermavano, proprio come avviene per il Super Bowl; si sedevano davanti al televisore coi popcorn davanti per assistere al match del giovanissimo fenomeno. Nel novembre 1982, a diciannove anni, il suo record è un fantastico +22 -0, 19 KO… ma non lo attende la gloria, lo attende il baratro. Figlio dell’allenatore Tony Ayala Sr. è il terzo dei quattro fratelli pugili, Mike (+45 -6 e tre volte sfidante mondiale), Sammy (+23 -3) e Paulie (il più piccolo dei quattro, +35 -3 e campione del mondo dei gallo WBA 1999-2001). Tony Ayala, nato a San Antonio il 13 Febbraio 1963, inizia a boxare fin dall’età di cinque anni, allenato dal padre nella palestra da lui gestita a Zarzamora Street, e non ci vuole molto ad accorgersi che il ragazzino sarà il futuro crack delle categorie dei superwelter e dei medi; El Torito è un vero predestinato. Ma a quindici anni il primo grande atto di follia; l’aggressione ad una ragazzina in un drive-in. Tony Ayala finisce per un breve periodo in riformatorio, e nonostante la giovanissima età negli Stati Uniti per questo sei schedato come delinquente pericoloso; un tale reato non deve ripetersi mai più. Sul ring non perde un incontro. Il 31 Marzo 1979 vince i National Golden Gloves delle 165 libbre battendo in finale Lamont Kirkland, e il 29 Luglio dello stesso anno si aggiudica l’US National Sports Festival, sempre delle 165 libbre, su Alex Ramos, futuro sfidante di Jorge Castro al mondiale WBA dei medi. Il 6 Luglio del 1980, a soli diciassette anni, il primo match da pro è un successo per KO al primo su Preciliano “Zip” Castillo, mestierante al suo 41° match (24 vittorie). Per Zip Castillo sarà l’ultimo. Picchia durissimo El Torito; nell’arco di sette mesi, dopo il match con “El Torito”, chiuderanno le loro carriere sul ring anche Archie Andrews, Earl Liburd e Jose Luis Baltazar.

La sua carriera è gestita dalla famiglia Duva; Lou, Dan e Kathy stravedono per lui. Il 23 Maggio 1981 Tony “El Torito” Ayala è sul ring del Teatro Ariston di Sanremo, quello del Festival, e incanta gli spettatori italiani accorsi per una bellissima riunione che vede sul ring le grandi speranze Johnny Bumphus, Davey Moore, Nino La Rocca e Sebastiano Sotgia. Il malcapitato Pat Hallacy (+26 -6 =1) viene contato in piedi due volte al terzo e nel quarto i suoi secondi gettano la spugna. Il 16 Settembre il suo match con Jose Baquedano (+30 -7 =1) è il sottoclou principale al primo memorabile Leonard vs Hearnes in una stupenda riunione che vede anche salire sul ring Edwin Rosario, Marvis Frazier e Tony Tuker. Baquedano è KO al primo. Ayala è il protagonista dell’articolo di fondo di Sports Illustrated in quanto astro nascente della boxe mondiale e per Angelo Dundee è possibile il suo inserimento in futuro tra i più grandi pugili di tutti i tempi. A Dicembre il diciottenne El Torito è numero tre dei superwelter per la WBA. Ma è chiaro che è anche un elemento difficile da gestire. Per sua stessa ammissione è noto che Tony abbia fatto uso di eroina alla vigilia di almeno tre match, cosa che lo accomuna al fratello Mike, che fece uso di eroina prima del Fight of the Year 1979 con Danny “Little Red” Lopez valevole per il mondiale WBC dei piuma e vinto da Lopez per KO al quindicesimo round dopo una battaglia selvaggia. Il 1982 è il suo ultimo anno sul ring. Combatte sette volte e sei avversari non sentono il suono dell’ultima campana. Nell’estate convive con la diciottenne Lisa Paez nel New Jersey, a stretto contatto con Duva che lo controllano da vicino. Due volte a settimana partecipa alle riunioni degli Alcolisti Anonimi. Il 19 Novembre di quell’anno avrebbe dovuto affrontare il grandissimo Roberto Duran “Manos de Piedra” per una borsa di 750.000 dollari, in un evento che sarebbe stato trasmesso in prima serata dalla NBC, ma il programma di riabilitazione forzato che il governo degli Stati Uniti gli comminò presso il Care Unit Hospital di Orange, in California, per l’aggressione sessuale ad una ragazza, impedì quello che sarebbe stato un evento indimenticabile per la storia della boxe.

E’ la seconda volta che Tony Ayala aggredisce una giovane donna in maniera spregevole. Il 20 Novembre 1982 Carlos Herrera è l’ultimo ostacolo da superare per la sfida al mondiale WBA dei superwelter di Davey Moore. Sarà invece il suo ultimo match. L’argentino (+47 -6) è un pugile di grande esperienza; due anni prima aveva perso di strettissima misura alla Wembley Arena contro Maurice Hope per il mondiale WBC in un clima infernale in favore del pugile di casa. Alla Convention Hall di Atlantic City la furia di “El Torito” lo spazza via in tre round. Ayala è il numero due del mondo per la WBA. I Duva hanno organizzato per lui un match di rodaggio il 26 Gennaio, nel New Jersey, contro il non eccezionale Leslie Gardner, ma la notte del primo Gennaio 1983 Tony Ayala, che dopo aver ricevuto 150.000 dollari di borsa per il match con Herrera non ha certo bisogno immediato di denaro, decide di andare a svaligiare la casa della sua vicina, una giovane insegnante. Ma la ragazza rientra inaspettatamente in casa e Tony, sotto l’effetto dell’eroina, la violenta in maniera brutale. E’ la terza volta, e la legge degli Stati Uniti non perdona. Tony Ayala viene condannato a 35 anni di carcere, da scontare presso la prigione statale di Rahway. Si chiude così, giustamente ma in modo estremamente triste, la prima parte della storia della vita del grande Tony “El Torito” Ayala, il ragazzo di diciannove anni che incantava sui ring degli Stati Uniti facendo impazzire il popolo della boxe, e che avrebbe potuto rendere complicatissimo anche il regno dell’immenso Marvin Hagler; Hagler vs Ayala sarebbe potuto essere il match più esaltante degli interi anni ottanta. E’ ancora più triste la seconda parte della vita di Tony Ayala. Messo in analisi si apprende che Tony, all’età di nove anni, era stato molestato sessualmente da un parente, ed in seguito a tale avvenimento aveva fin da bambino cominciato a bere e a drogarsi. Nel 1998, in una intervista al New York Times, Tony dichiara di non avere scusanti per le violenze da lui perpetrate sulle tre giovani donne, ma di ricondurre alla violenza da lui subita da bambino il perché dei suoi comportamenti. Viene trasferito nella prigione di Trenton, dove riprende ad allenarsi, e da dove esce sulla parola nel 1999, dopo sedici anni di detenzione. Poco dopo il rilascio sposa l’ex convivente Lisa Paez, che lo ha sempre aspettato, e ad Agosto dello stesso anno torna sul ring; il pugilato è l’unica cosa che sa fare. Nel giro di nove mesi affronta cinque avversari, e vince cinque volte per KO. Uno di questi è il quotato Tony Menefee (+69 -6 =2) che gli resiste per sette round prima di essere fermato dall’arbitro all’ottavo. Ma il 28 Luglio del 2000, al Freeman Coliseum della sua San Antonio, Luis Ramon Campas, +74 -4, 63 KO ed ex campione del mondo IBF dei superwelter, è troppo per un uomo di 37 anni che ha passato 16 anni in prigione. Al termine dell’ottavo round “Yory Boy” Campas sta avendo nettamente il sopravvento, e al suono del gong del nono round Tony “El Torito” Ayala non si alza dallo sgabello. Torna sul ring dopo un anno e compie un piccolo capolavoro battendo ai punti Santos Cardona, un portoricano con ben cinque sfide mondiali tra welter e superwelter, già avversario mai domo di Pernell Whitaker, Verno Phillips, Bronco McKart e Akhmed Kotiev, poi vince altri tre match per KO. Ma il 25 Maggio 2003, ormai quarantenne, Antony Bonsante mette fine con un KO tecnico all’undicesimo round alla sua carriera sul ring. 141 round disputati in 33 match, 31 vittorie, 27 per KO e due sconfitte prima del limite; nessun titolo del mondo. Questo racconta il record di un pugile che sarebbe potuto essere uno dei più grandi di tutti i tempi, interprete di una boxe exciting come solo pochi grandissimi campioni hanno saputo esprimere. I mostri di Tony Ayala si ripresentano nel 2004, quando viene fermato per eccesso di velocità e trovato in possesso di eroina e materiale pornografico. E’ condannato a dieci anni di detenzione alla Walls Unit di Huntsville, in Texas, senza possibilità di uscita. Sua moglie Lisa chiede e ottiene il divorzio. Suo padre, Tony Sr., muore il 10 Aprile 2014, quindici giorni prima del suo fine pena.
Tornato a San Antonio, il 12 Maggio 2015 viene trovato morto per overdose di eroina nella palestra di Zarzamora Street, quella fondata da suo padre, dove viveva allenando i ragazzi alla noble art insieme ai fratelli Mike e Sammy.
“Ero Tyson prima che ci fosse Tyson” (Tony Ayala, 1998) di Paolo Lantini



