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È morto Victor Ageyev, irrequieto fuoriclasse russo, due volte campione europeo.

All’età di 84 anni è venuto a mancare Victor Ageyev, campione che ebbe in patria una popolarità enorme, probabilmente il pugile sovietico più talentuoso degli anni 60, il cui potenziale venne dissipato da comportamenti irresponsabili al di fuori del ring. 
Campione sovietico nel 1963, tra i pesi welter, e dal 1965 al 1967, tra i pesi medi jr, Ageyev vinse due edizioni dei campionati europei: nel 1965 a Berlino, eliminando in semifinale Mario Casati, e nel 1967 a Roma dove venne anche premiato come miglior pugile del torneo.
Sempre nel 1967 fu protagonista di una sfida epica contro il connazionale Boris Lagutin, campione olimpico a Tokyo 64, in un match il cui vincitore avrebbe rappresentato l’Unione Sovietica ai giochi di Mexico 68.
Davanti ad una folla strabocchevole che si era addirittura arrampicata negli alberi adiacenti per guardare il confronto in quanto non vi erano abbastanza posti per tutti, Ageyev si impose ai punti.
Grazie ai suoi virtuosismi tecnici, Ageyev è stato un campione unico e innovativo di quel periodo storico. Combattendo con le mani abbassate con la spalla alta a protezione del mento, Ageyev provocava gli avversari invitandoli a colpirlo e colpendoli a sua volta di rimessa, sopratutto con il destro, dopo averne schivato gli attacchi.
Imbattuto in competizioni internazionali, sarebbe stato il logico favorito per la conquista della medaglia d’oro a Mexico 68, ma a quei giochi non sarà presente.
Durante uno degli ultimi campi di allenamento, assieme ad un compagno di squadra, decise di prendersi qualche ora di libertà in un locale iconico di Mosca. I due, ubriachi, vennero coinvolti in una rissa e denunciati. 
Il ferreo regolamento interno della squadra nazionale sovietica, punì duramente Ageyev che venne privato del titolo di maestro dello sport, e  soprattutto fu escluso dalla squadra nazionale dell'URSS per le Olimpiadi. 
Il suo posto venne preso da Lagutin, da lui sconfitto l’anno prima, che vinse il secondo oro olimpico della carriera, mentre quella di Ageyev iniziò a scendere agli inferi.
Nel 1971, sempre ubriaco, in un locale notturno venne coinvolto in un altra rissa, arrivando a picchiare un poliziotto.
Venne condannato a quattro anni di reclusione ai quali se ne aggiunse un altro per una fuga dalla fabbrica di trattori dove lavorava per partecipare ai funerali del padre, dopo che gli era stato negato il permesso dalle autorità.
Una volta scarcerato nel 1975 Ageyev venne assunto come allenatore presso la mitica struttura sportiva della CSKA di Mosca diventando il mentore di futuri campioni quali Vasily Solomin, Viktor Rybakov e Valery Limasov.
Fu Lui ad avviare lo sviluppo della boxe professionistica in Russia alla fine degli anni 80. Nel 1992, è stato eletto presidente della Federazione professionistica della Russia, diventando anche membro del Comitato Esecutivo della WBA.
 
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