La quarta vittoria di Katie Taylor
Se avete problemi a prendere sonno procuratevi una registrazione del match fra i pesi medi inglesi Jack Arnfield e Brian Rose e godetevi, si fa per dire, le prime sei-sette riprese, difficilmente poi sarete in condizione di vedere le successive. I due sono sempre stati amici, hanno condiviso a lungo un appartamento, alla conferenza stampa hanno simulato una rissa a cui solo i pivelli hanno creduto e sul ring si sono rispettati troppo facendo arrabbiare il pubblico di Manchester che si aspettava ben altro. Le prime riprese sono state di difficilissima attribuzione giacché i due si sono rarissimamente toccati. Arnfield, molto alto per la categoria, protendeva il sinistro prendendo spesso l'aria, Rose cercava di rientrare col destro prendendo l'aria anche lui. I due si devono poi essere annoiati di loro stessi e hanno deciso di darsi un minimo da fare. Arnfield ha alzato il ritmo ripetendo all'infinito la stessa azione, jab sinistro, avvicinamento e montante destro. Rose ha subito ma nel finale è stato lui ad arrivare a segno con colpi d'incontro più precisi e secondo noi meritava quel pari che i giudici gli hanno però negato. Verdetti di 115-113 due volte e un assurdo 116-112 per Arnfield. Noi avevamo 114-114.
Katie Taylor, la peso leggero irlandese mancina che da dilettante ha vinto 5 campionati del mondo e una Olimpiade, ha colto il quarto successo da professionista surclassando la coraggiosa bulgara Milena Koleva con la sua aggressiità e superiore velocità di braccia. La Koleva ha reagito bravamente a ogni assalto dell'avversaria ma non ha potuto evitare di perdere tutte le 8 riprese finendo anche al tappeto nella settima dopo un destro, ma in realtà ciò che aveva scosso la bulgara era stato un sinistro poco prima. La Taylor però farebbe bene a preoccuparsi un po' anche della fase difensiva, se è vero che il panorama pugilistico femminile non brilla per numero di grandi pugili qualcuna brava c'è anche nella sua categoria



