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Match interrotto per una ferita al sopracciglio del tedesco
Di Matteo Biancareddu
A Potsdam, Germania, il tedesco Tyron Zeuge (20-0-1, 11 KO) ha difeso con successo, ieri sera, il titolo WBA dei supermedi, battendo per Decisione Tecnica (49-46, 48-47, 49-47) il nigeriano Isaac Ekpo (31-3-0, 24 KO). Il match è stato fermato anzitempo perché Zeuge, all’inizio del terzo round, ha riportato una ferita al sopracciglio destro dopo una testata fortuita. La lacerazione non sembrava di per sé pericolosa, ma lo era in conseguenza del sangue che ne sgorgava copioso. Per quanto il cutman all’angolo di Zeuge si arrabattasse per tamponare l’emorragia, quella non faceva che peggiorare con il passare dei minuti, anche perché Ekpo faceva il possibile al fine di aggravare la situazione. Il nigeriano, però, non aveva capito che, essendo la ferita il risultato di una testata e non di un colpo regolare, l’eventuale interruzione del match non gli avrebbe regalato la vittoria, a meno che i giudici non gli attribuissero un vantaggio all’atto della sospensione. Così non era, peraltro giustamente, perché Ekpo aveva vinto una sola delle cinque riprese – l’ultima delle quali incompleta, ma conteggiata ugualmente – disputate fino a quel momento, cosicché non poteva avanzare pretese di vittoria. La scena di giubilo, condivisa con gli uomini del suo angolo, subito dopo la precoce conclusione dell’incontro è stata grottesca, perché denotava la scarsa conoscenza del regolamento diffusa nel clan dell’africano: sul fatto che la ferita fosse il risultato di una testata, come ampiamente documentato dai replay televisivi, non potevano esserci dubbi, e perciò non ci spieghiamo perché Ekpo ce l’avesse con il mondo all’annuncio del verdetto. I provvedimenti arbitrali, dall’interruzione del match alla stesura del verdetto, sono stati ineccepibili.
Zeuge ha così condotto in porto la prima difesa del titolo WBA, strappato all’italiano Giovanni De Carolis a novembre 2016. L’ha fatto in un modo piuttosto turbolento, non perché il match gli abbia riservato difficoltà, ma per l’inconveniente della ferita. Al netto di questo contrattempo, almeno fino al quinto round, la sua prova è stata in linea con le aspettative. Il tedesco è risultato superiore sul piano tecnico, avendo un jab, un footwork e una varietà di soluzioni decisamente superiori a quelle dell’avversario. Fin da subito, Ekpo non ha avuto altra scelta che sporcare il match con i clinch e i corpo a corpo, che sfruttava per mettere colpi soprattutto alla figura. Anche in uscita dai clinch, però, Zeuge si dimostrava più abile, scaltro e pericoloso, azzeccando più volte il colpo giusto in allontanamento. Il tedesco non riusciva a contenere l’esuberanza con cui Ekpo ricercava il contatto ravvicinato, e così rimediava la ferita di cui sopra, a neanche un minuto dall’inizio del terzo round. La fase che seguiva era molto intensa, perché Ekpo cercava di speculare sul problema fisico del rivale, ma Zeuge ne rintuzzava gli assalti con colpi più efficaci, anche se meno numerosi. La ripresa era del nigeriano in virtù dello sforzo profuso e dell’attività svolta, ma sarebbe rimasta l’unica vinta dallo sfidante. Nel quinto round, Zeuge sembrava sofferente e, di conseguenza, meno lucido del dovuto; ma l’avversario, sempre molto sporco, non gli si faceva preferire. La maggiore preoccupazione di Ekpo era stata, fino a quel momento, agire sulla ferita con i guantoni durante i clinch: il match stava degenerando in una lotta che l’arbitro Raul Caiz Jr, californiano, ha fatto bene a fermare. Potrebbe esserci un rematch, a questo punto, anche se non lo daremmo per scontato. Di sicuro, Zeuge si prenderà tutto il tempo necessario per far guarire la ferita, considerato che i tagli al sopracciglio tendono a diventare cronici.



