logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Oggi, 44 anni fa: Angelo Jacopucci vola dal ring all’immortalità

di Gualtiero Becchetti

Jacopucci

Era il 19 Luglio 1978. Oggi, ma quarantaquattro anni fa. In piena stagione balneare, tra i mille colori e suoni della sempre gioiosa riviera romagnola, i riflettori erano accesi nello Stadio Municipale di Bellaria di Rimini per illuminare il campionato d’Europa dei pesi medi. Un titolo che allora occupava le prime pagine dei giornali e a cui veniva riservata l’ “apertura” nei notiziari sportivi delle reti televisive ed era in tutto e per tutto un quasi-mondiale, ma di quelli “veri”.

C’era ansia a bordo ring. Timore mischiato a speranza. Una tensione palpabile che sembrava salire verso il cielo insieme alla torrida umidità di una lunga estate. Il nostro 29enne Angelo Jacopucci (33-3-0; 7 ko), un bel ragazzo biondo, longilineo ed elegante di Tarquinia che combatteva con il manuale del pugilato in mano, campione italiano della categoria, era chiamato a sfidare il campione in carica, il 27enne mancino inglese Alan Minter (30-6-0), ben noto per la pesantezza dei colpi, la tremenda carica agonistica e la “cattiveria” sportiva che si portava tra le corde.

Il 19 Novembre dell’anno precedente, Jacopucci era incappato, contro l’inesperto e non trascendentale britannico Frank Lucas (6-4-0), in un pesante ko al secondo round del tutto inatteso. Il classico incidente di percorso che aveva però alimentato le malevoli voci di chi riteneva il pugile laziale certamente dotato di notevoli qualità tecniche, ma anche penalizzato da scarsa potenza e modeste doti d’assorbimento dei colpi.

Non si vuole qui rivangare tutto quanto precedette e seguì l’appuntamento con Minter. Tanti altri l’hanno già fatto con dovizia di particolari, a partire dal giornalista Maurizio Roveri che seguì l’evento e il tragico seguito in prima persona. Si vuole semplicemente, con il massimo affetto e rispetto, ricordare un vero pugile, un interprete mai dimenticato della Nobile Arte.

Ho sempre pensato che Angelo Jacopucci, contro Minter, volesse non solo vincere ma ancor più dimostrare a chi ne dubitava quanto grande fosse il suo cuore, quanto immensa fosse la sua volontà di vittoria. Voleva dimostrare di non essere solo un fragile esempio di bello stile, ma gettare in faccia al mondo lo spirito guerriero che gli ardeva dentro.

E si batté come un leone. Probabilmente forzò la sua basilare indole di tecnico e di tattico per obbedire all’istinto, al desiderio di uscire dalla trincea con il pugnale tra i denti anziché affidarsi al consueto e freddo raziocinio.

Niente di meglio per Alan Minter, il “giaguaro” destinato a diventare uno degli “immortali” del pur favoloso boxing d’Oltremanica. Si trovò di fronte uno sfidante proprio come nemmeno aveva immaginato e soffrì ripetutamente, ma è nella lotta a viso aperto che il “giaguaro” prima o poi azzanna. Il miglior Jacopucci che si fosse mai visto sul ring cedette di schianto al dodicesimo round, azzannato appunto da un grande campione, a sua volta ignaro delle successive conseguenze.

Poi…Poi tutti sappiamo purtroppo come finì.

L’arbitro, l’angolo, il medico di ring…Inutile ormai cercare responsabilità. E’ tutto finito.

Ma è doveroso alzarsi metaforicamente in piedi e in silenzio ricordare Angelo Jacopucci in questo mesto anniversario. La boxe è fatta anche di ciò, ma il bel ragazzo di Tarquinia è ancora nei cuori di chi sa e ricorda.

Grazie, Angelo. Grazie.

 

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 2625 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go