
Finisce pari. E questa è forse l’unica nota stonata di un match che ha visto i due protagonisti dare il massimo sul ring.
Marco Papasidero e Mirko Di Carlantonio sono stati bravi. Hanno interpretato in modo opposto la sfida e alla fine sono rimasti entrambi delusi, perché sicuri di avere fatto abbastanza per vincere.
Pari, il titolo italiano dei superwelter rimane vacante.
Papasidero ha colpito subito, ha colpito a freddo. Ha messo a segno un gancio destro che ha costretto Di Carlantonio a finire al tappeto nel primo round. Per il quarantenne romano è stato un match in salita, anche perché Papasidero almeno per sei round ha tenuto in mano la trama del combattimento. Ha condotto ogni round facendo una grande pressione, costringendo Di Carlantonio a indietreggiare, a subire, a chiedere a qualche colpo isolato la chiave per ritrovare la giusta strada.
Il gancio destro del toscano è stato l’elemento dominante in questa fase, la sua abilità nel tagliare la strada a Di Carlantonio, a raggiungere la corta distanza per poi scaricare al corpo ha fatto pensare una galoppata che lo avrebbe portato al successo.
Ma, piano piano, colpo dietro colpo, il romano ha ricominciato a riacquistare confidenza, a recuperare nel punteggio, a pensare che avrebbe potuto ribaltare l’esito del match. Ha fatto anche lui delle belle cose, soprattutto nelle tre riprese finali in cui ha approfittato di un calo di Papasidero per aggrapparsi alla speranza di un verdetto favorevole. Anche qui sono stati i ganci a farla da padrone. Ma guardando il film dei tre round conclusivi si possono trovare anche un montante destro efficace nel nono, un diretto destro nel decimo.
Match chiuso in equilibrio. Una vittoria per Papasidero non sarebbe stata uno scandalo, come non lo è il pari.
Applausi a entrambi. Hanno offerto uno spettacolo piacevole.
SUPERWELTER (campionato italiano vacante) Papasidero (9-2-4, 1 ko) e Di Carlantonio (11-7-1, 3 ko) pari in 10 round (95-95, 94-95, 95-94).



