Il texano tre volte al tappeto ma degno avversario di un fuoriclasse
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Splendido match ad Atlanta, sicuramente uno dei migliori finora del 2021 ed ennesima vittoria prima del limite per Gervonta Davis che conquista un titolo di sigla anche fra i superleggeri battendo per K.O.T all'11° round un Mario Barrios che si è dimostrato un campione che ha però trovato davanti a sè un fuoriclasse.
Avevamo predetto che Barrios avrebbe creato inizialmente dei problemi a Davis anche per le caratteristiche fisiche, il texano è un vero superleggero e Davis non lo è. Era logico che Barrios avrebbe fatto grande affidamento sull'uso del jab sinistro con l'allungo superiore che si ritrovava ma nello stesso tempo il texano teneva la guardia ben alta mostrando il dovuto rispetto per una potenza che Davis si è portato dietro anche fra le 140 libbre di questo peso. Davis non ha inizialmente pressato l'avversario, sembrava attendere che questi commettesse qualche errore per prenderlo sul tempo e nel frattempo mostrava la sua grande capacità di parare i colpi con i guantoni con dimostrazione eccellente di riflessi.
Tuttavia Barrios sembrava scappare avanti nel punteggio e le accelerazioni imposte dal mancino di Baltimora non producevano grandi effetti tanto che sul nostro cartellino Davis ha perso le prime 4 riprese. Poi, come avevamo predetto, le cose sono cambiate. Davis ha cominciato a mettere costante pressione all'avversario prendendosi il centro del ring e cominciando ad andare a segno sul volto di Barrios sia con il jab destro che con improvvisi colpi portati da angolazioni impreviste. Ciononostante il match correva su binari di equilibrio anche se Davis piano piano, almeno secondo noi, rosicchiava lo svantaggio.
Tutto cambiava all'8° round quando un gancio destro uscito chissà da dove colpiva Barrios al volto e lo metteva al tappeto. Rialzatosi in tempo Barrios veniva investito dalla carica di Davis che con un gancio sinistro al volto lo rimetteva giù. Questa volta Barrios faticava a rialzarsi ma nonostante mancassero due minuti alla fine del round, un tempo interminabile in quelle circostanze, dimostrava coraggio e integrità fisica nel resistere in piedi arrivando anche a mettere qualche colpo d'incontro a fine ripresa.
Nel 9° round Davis era costretto a rifiatare dopo lo sforzo del round precedente e Barrios non si faceva pregare. Un gancio sinistro al volto faceva sbandare Davis dopodiché Barrios optava per un lungo ed efficace lavoro al corpo. Davis sembrava avere finito la benzina e nell'intervallo seguente veniva raggiunto all'angolo dal suo mentore Floyd Mayweather Jr che in pratica si sostituiva ai suoi secondi ufficiali comunicandogli fra l'altro che ufficiosamente Barrios era ancora avanti (per noi Davis aveva invece un vantaggio di un punto).
Il 10° round era splendido con due guerrieri indomiti sul ring che si battevano a ritmo frenetico. Barrios continuava nel suo tremendo lavoro al corpo, Davis lo soffriva ma reagiva con improvvise saette al volto in una battaglia a viso aperto. Ancora Mayweather si avvicinava all'angolo di Davis per ulteriori consigli e nell'11° round l'improvvisa fine dovuta a uno splendido montante sinistro al corpo che depositava Barrios sulle ginocchia. Il texano si rialzava ma era ormai spento e dopo un gancio sinistro al volto che lo scuoteva veniva fermato dall'arbitro Thomas Taylor, perfetto terzo uomo di un grande match.
Davis si è confermato un grandissimo talento al di là delle sue intemperanze caratteriali, per usare un eufemismo. Ricordiamo però che il vero campione del mondo dei superleggeri è lo scozzese Josh Taylor. Che Gervonta Davis punti proprio a lui?



