L'estroso pugile di Baltimora favorito nonostante il divario fisico

Gervonta Davis era considerato l'erede designato di Floyd Mayweather Jr. Con lui condivideva e condivide molte cose a partire da un grande talento al quale si aggiunge però una vita sociale che certamente non è raccomandabile. I suoi sono comportamenti detestabili che rischiano di vederlo presto rinchiuso in qualche penitenziario federale e dal lato sportivo di solito portano a un accorciamento della carriera. Carriera che però finora parla di tutte vittorie per il mancino di Baltimora, finora sono 24 di cui ben 23 prima del limite. Davis è stato protagonista positivo del K.O. dell'anno 2020, quello spettacolare inflitto a Leo Santa Cruz.
Sabato notte alla State Farm Arena di Atlanta Gervonta Davis punta ad aggiudicarsi un titolo di sigla in una terza categoria dopo esserci riuscito fra i superpiuma e i leggeri. Le sue misure fra altezza e allungo non sarebbero quelle di un peso superleggero e bisognerebbe capire se questa salita fra i 140 libbre è dovuta a una vita non regolata o a una scelta strategica. Le qualità di classe, velocità e pugno di Davis non si discutono ma in questo caso si trova nella situazione opposta a quando battè Santa Cruz che era molto più piccolo di lui ma riuscì a battersi alla pari fino alla improvvisa spettacolare conclusione.
L'avversario in questa scalata di peso è un ottimo pugile. Si tratta dell'imbattuto texano Mario Barrios, coetaneo di Davis. Vedemmo Barrios in un duro match contro Batyr Akhmedov, iniziando bene e finendo un po' sulle tele ma togliendosi d'impaccio con un atterramento dell' uzbeko nel penultimo round dopo un altro ottenuto a inizio match. Barrios è un pugile che boxa bene d'incontro, che ha una discreta potenza e una buona mobilità sui piedi. Se il match diventa molto fisico sembra perdere di brillantezza.
Nei confronti di Davis, Barrios ha un notevole vantaggio di altezza e allungo ed è possibile che a inizio match questo possa avere un suo peso. Però se Davis ha fatto una preparazione adeguata chi scrive ritiene che possa gradualmente prendere il controllo del match e sfruttare la velocità e la precisione arrivando a prevalere anche prima del limite.



