di Gualtiero Becchetti
Ho contato sino a dieci, dopo avere letto l'articolo pubblicato da Dario Torromeo sul mondiale "silver" Wbc femminile tra la detentrice Semiesa Estrada e la sfidante Miranda Adkins, disputatosi venerdì scorso a Indio, negli Stati Uniti e del quale sono stato purtroppo spettatore.
Poi, oggi che sono arrivato a contare sino a venti senza che il disgusto mi passasse, non ce l'ho più fatta e perciò espongo una riflessione del tutto personale...
Non so quanti match posso avere visto nella mia vita. Nemmeno provo a contarli perché mi prenderei paura. Accidenti al tempo che passa!
Ovviamente, in mezzo a tale marea di incontri ho assistito a spettacoli formidabili, curiosi, divertenti e tragici. Tutti più che degni comunque di non essere mai dimenticati.
Però ho anche visto combattimenti che, se non fossi irrimediabilmente ammalato di "pugilite", mi avrebbero spinto a dedicare le mie attenzioni alle gare di freccette o alle corse dei sacchi a causa della loro ineguagliabile bruttezza. E quando la boxe é brutta è veramente super-brutta, così come quando é bella é magicamente super-bella!
Ebbene, tornando al match in questione, quando é suonato il gong d'inizio all'istante ho capito (così come qualsiasi persona dotata di un minimo di occhi e cervello) che la povera 41enne Miranda non sapeva nemmeno stare in guardia. O meglio, ci stava come qualsiasi ragazza che frequenta la palestra da una settimana per migliorare la propria estetica e non certo per diventare campionessa del mondo. La Estrada l'ha subito aggredita e dopo sette secondi la Adkins era a terra ad occhi chiusi, senza dare segni di vita...Sette secondi! Per fortuna...Pensiamo a cosa sarebbe potuto accadere se il combattimento fosse durato più a lungo.
Il pugilato talvolta riesce a fare schifo e ci mette tutto l'impegno per farlo! Se uno come me rimane disgustato, beh, allora significa che ciò che si é verificato in California é andato oltre i limiti. Molto oltre.
Mi domando chi sia il maggiore responsabile di avere messo a repentaglio l'integrità fisica, persino la vita, di una donna forse inadeguata persino a sostenere qualche ripresa di sparring in palestra con una normalissima e modesta dilettante alle prime armi!
Il record parlava chiaro. L'impostazione tecnica (cioé il nulla) ancora di più. Eppure é stata fatta salire sul ring a disputare un titolo del mondo...Del mondo!
Gli organizzatori, i tecnici, l'ente...Tutti colpevoli allo stesso modo, perché non é possibile NON rendersi conto della totale inconsistenza di Miranda Adkins. Salvo che non si sia incompetenti totali o incoscienti ai massimi livelli.
E' stato uno "spettacolo" veramente da schifo e non trovo altra parola più "fine" da usare.
Se l'americana avesse patito gravi conseguenze, come ha rischiato, sarebbe stata una mazzata terribile per la boxe, forse addirittura la messa in discussione di quella femminile e adesso saremmo qui a versare lacrime per una donna gettata allo sbaraglio, come un monopattino finito contro un treno a tutta velocità.
Il pugilato é uno sport nobile, serio e talvolta rischioso. Perciò merita rispetto, cervello, competenza e onestà.
Se lo ricordino bene coloro che talvolta non ci vivono in mezzo, ma ci razzolano!
Succederà qualcosa ora? Saranno poste barriere affinché non circolino più per il mondo immagini brutali che feriscono in profondità una disciplina dai tanti valori?
Ma quando mai!...



