Oscar De La Hoya è infuriato con il suo sponsor televisivo DAZN.
Il sei volte ex campione ha ricevuto un'offerta interessante dalla Matchroom per il campione dei supermedi Callum Smith e opporlo in settembre alla superstar messicana, ma il colosso dello sport in streaming nicchia. Vuole spendere meno e soprattutto non è intenzionato a sborsare oltre cinque milioni di dollari per il britannico. Un problema ancora più ostico da superarfe è che DAZN ha chiesto a Saul Alvarez, per il match del 12 settembre, una riduzione della borsa che ammonta per contratto a 33 milioni di dollari.

De La Hoya e Greg Smith, l'avvocato di Canelo, vogliono che DAZN onori l'obbligazione firmata nel 2019 ma l'emittente che fa parte del gruppo britannico Access Industries sta attraversando un momento difficile. Secondo Forbes alcuni brand che producono sport televisivo hanno visto i proventi del pay per wiew calare oltre il 47% nel primo semestre, in seguito all'espandersi della pandemia e al conseguente calo della produzione ed è plausibile dunque una contrattazione con il cliente fornitore del servizio.
De La Hoya ovviamente non ne vuole sapere e dichiara a ESPN:
"Stiamo dimenticando che Canelo,è l'attrazione n.1 del boxing mondiale, il miglior pugilr pound for pound e che i suoi match sono acquistati in tutto il mondo .Insieme a Canelo e al suo team abbiamo compilato un elenco di grandi avversari. Stiamo ancora aspettando che DAZN approvi uno di quei combattimenti ma non ho novità a proposito. Canelo e la Golden Boy intendono organizzare un evento in settembre e si aspettano che DAZN onorerà gli obblighi assunti e darà ai fan lo spettacolo che meritano, ovvero una serata con il miglior pugile del mondo".
Una situazione complicata e non di facile soluzione che è lo specchio di quello che sta succedendo in tutto il mondo, ai vertici del pugilato professionistico.



