Uno dei più grandi mediomassimi di sempre
Nato nel 1914 a Los Angeles, Lewis veniva da una famiglia di pugili e raccontava che il suo trisavolo fosse Tom Molineaux, il primo campione del mondo di colore a pugni nudi che aveva vinto il massimo titolo in Inghilterra. Ma erano pugili anche suo padre e i suoi fratelli. Non è ben sicuro se la carriera professionistica di Lewis sia cominciata nel 1928 o nel 1929 e teniamo presente che si trattava quindi di un ragazzino di 14-15 anni...Il suo primo avversario di nome fu l'allora ex campione del mondo dei mediomassimi James J.Braddock, non ancora diventato Cinderella Man, battuto ai punti a San Francisco nel settembre del 1932.
Alto un metro e 80 Lewis aveva un fisico scultoreo, asciutto, ottima tecnica e pugno sufficientemente duro. E tanta classe. A Lewis era già capitato di perdere un paio di volte a inizio carriera ma la prima sconfitta con un uomo importante la subì nel 1933 da Maxie "Slapsie" Rosenbloom che era il campione del mondo, ma il titolo non era in palio. Nel novembre del 1934 Lewis fu battuto ai punti al Madison Square Garden da Braddock che era diventato un peso massimo ed aveva iniziato quella incredibile risalita dalla disoccupazione che lo avrebbe portato a conquistare il titolo mondiale dei massimi. Nell'aprile del 1935 battè a San Francisco il campione del mondo Bob Olin ma sulle 10 riprese e senza titolo in palio ovviamente. Il 17 luglio ad Oakland fu battuto ancora da Rosenbloom, che era un pugile privo di potenza ma straordinariamente bravo e 7 giorni dopo, e sottolineiamo 7, perse anche dal peso massimo Abe Feldman nel match che portò ai suoi problemi all'occhio sinistro. Eppure il 31 ottobre successivo alla Saint Louis Arena John Henry Lewis divenne il campione del mondo dei mediomassimi surclassando Bob Olin in 15 riprese. Meno di un mese dopo perse un match senza titolo in palio a San Francisco contro Rosenbloom. Un match strano in cui l'arbitro, alla maniera inglese, era anche il giudice unico e alzò la mano di Rosenbloom pare per punire i frequenti colpi bassi portati dal campione del mondo.
Apriamo una piccola parentesi per dire non vi devono sorprendere più di tanto certi risultati, come dire, stranamente altalenanti. I pugili allora combattevano spessissimo, troppo, e non potevano essere sempre in perfetta forma. In più considerate che qualche volta intervenivano, purtroppo, degli accordi. Nel marzo del 1936 Lewis difese il titolo battendo al Madison l'inglese Jock McAvoy ma il risultato fu molto contestato dal pubblico anche se secondo i giornali Lewis meritava la vittoria. Nel settembre dello stesso anno Lewis andò a Londra a difendere il titolo contro Len Harvey, uno dei pugili più amati nella storia del pugilato inglese. E vinse guadagnandosi l'ammirazione del pubblico.

Dopo qualche puntata fra i massimi, Lewis difese il titolo contro Bob Olin nel giugno del 1937 vincendo per K.O.T all'8° round. Altre vittorie portarono alla vittoriosa difesa contro Emilio Martinez e poi a quella su Al Gainer. Fu a quel punto che a Lewis fu proposto il match contro Joe Louis. Bisogna anche considerare che i due erano molto amici, che Lewis era stato anche allenato da Jack Blackburn che era il trainer dello stesso Louis, che Joe Louis sapeva benissimo che il suo amico non ci vedeva dall'occhio sinistro, il lato del colpo più pericoloso del campione del mondo dei massimi. E difatti...Lewis fu atterrato tre volte da quel destro e tutto finì in un amen. Louis disse di averlo fatto apposta per non farlo soffrire a lungo.
John Henry Lewis cercò di combattere ancora ma dapprima il Michigan, dove doveva difendere il mondiale dei mediomassimi contro Dave Clark, e poi in Inghilterra, dove era in programma un'altra difesa contro Len Harvey ma in enrambi i casi non ebbe l'autorizzazione a salire sul ring. Solo allora fu costretto a rassegnarsi e cominciò a vendere liquori. E' morto nel 1974 a soli 59 anni. Nel 1994 è stato eletto nella Internazional Boxing Hall of Fame di Canastota.
Ricordatevi di lui, è stato un grande.



