Una popolarità ben oltre la boxe
Ciononostante per gli inglesi, soprattutto di una certa età, nè Tyson Fury nè Anthony Joshua hanno ancora raggiunto lo status di veri beniamini che raggiunsero Henry Cooper e Frank Bruno che a loro volta soppiantarono Len Harvey e Jock McAvoy, eroi di prima della seconda guerra mondiale. E andare oltre i due come popolarità oltre la comunità pugilistica non sarà facile. Eppure sicuramente Lennox Lewis e probabilmente sia Fury che Joshua sono meglio di entrambi, ma a Lewis non è mai stato perdonato l'aver vinto la medaglia d'oro olimpica sotto la bandiera del Canada e la freddezza del suo temperamento mentre per Fury e Joshua è ancora troppo presto, per giunta Fury è un gitano ed è questo un particolare, purtroppo, che complica le cose.
Henry Cooper deve la sua popolarità non solo ai suoi meriti pugilistici ma soprattutto alla sua fama di vero sportivo, di uomo corretto e alla mano, di gentiluomo. Gli inglesi lo chiamavano "Our Enery", vezzeggiativo di "Our Henry" che, per chi non sa l'inglese traduciamo con "Il nostro Henry". Combattè da professionista dal 1954 al 1971 ed aveva un fratello gemello, George, anche lui buon pugile. Cooper è stato campione europeo, del Commonwealth, britannico, ma non è mai riuscito ad andare oltre. All'epoca il titolo mondiale dei massimi era ancora uno solo, oggi con la divisione dei titoli avrebbe le sue chance. La sua popolarità crebbe molto quando rischiò di far saltare i piani dell'allora Cassius Clay a Londra nel 1963 mettendolo a sedere con il suo gancio sinistro atomico alla fine del 4° round. Famoso il fatto che Angelo Dundee cercò di proteggere il suo uomo garantendogli maggior riposo fra 4° e 5° round allargando un taglietto in un guantone e chiedendone l'immediata sostituzione per guadagnare tempo. La verità è che, nonostante certe scempiaggini scritte da qualche parte, tale sostituzione venne negata e Dundee guadagnò solo pochi secondi. Nel 5° round Clay tagliò talmente il povero Cooper che l'incontro fu fermato per ferita e il risultato sarebbe stato comunque lo stesso. Anche quando Cooper sfidò tre anni dopo Clay diventato Ali per il titolo mondiale il risultato non cambiò, ancora K.O.T per ferite al 6° round. Quello della ferite fu un incubo per Cooper ma lo stesso problema non impedì per esempio a Bruno Arcari di diventare campione del mondo. In realtà all'epoca a Cooper mancava qualcosa per arrivare in cima come evidenziarono le sconfitte per K.O. contro Zora Folley e Floyd Patterson. Cooper, che per il titolo europeo aveva battuto anche il nostro Piero Tomasoni, smise nel 1971 perdendo a 37 anni il titolo europeo di fronte a Joe Bugner con un verdetto che lo fece talmente infuriare da non rivolgere più la parola all'arbitro e giudice unico Harry Gibbs che vide prevalere Bugner di mezzo punto (sic!). Cooper, che era sposato con una italiana, divenne un celebrato commentatore televisivo godendo di immensa popolarità fino alla morte avvenuta nel 2011.
E' probabile che Frank Bruno sia stato anche meno forte di Henry Cooper ma quando combatteva lui il pugilato era già diventato una farsa grazie alle sigle mondiali, sicuramente Bruno ne beneficiò per fregiarsi almeno di un titolo. Le ragioni della popolarità di Frank Bruno sono anche in questo caso legate alla sportività e all'essere un gentiluomo. Nello specifico il suo soprannome di "real Brit" sottolinea anche il superamento di una barriera razziale che oltreManica è sempre stata comunque meno rigida. Il problema pugilistico di Bruno fu sempre la fragilità di mascella che divenne a un certo punto anche fragilità psicologica, tutte le sue 5 sconfitte sono arrivate infatti prima del limite. Bruno arrivò alla conquista di un titolo al 4° tentativo e a fine carriera rischiando pure nelle ultime riprese contro un Oliver McCall già devastato dagli stupefacenti. Invece di festeggiare subito andò all'angolo dello statunitense e gli disse "Io non ho mai parlato male di te!" sottolineando l'inciviltà del rivale che invece lo aveva fatto eccome alla vigilia del match. Perso il titolo contro Mike Tyson che lo aveva già battuto anni prima, Bruno si ritirò. La sua popolarità era però tale che un programma televisivo di intrattenimento di cui era ospite divenne uno straordinario successo. Purtroppo poi la sua fragilità psicologica lo ha portato nel gorgo della depressione e al ricovero temporaneo in un istituto per malattie mentali. Ma ciononostante Frank Bruno è rimasto uno degli sportivi inglesi più amati di sempre. Proprio come Henry Cooper, e come Tyson Fury e Anthony Joshua sperano un giorno di diventare.




