L'ombra del cugino Tyson
Puntando subito a una importante carriera professionistica Hughie Fury ha debuttato a torso nudo a 18 anni nel 1993. Gli inizi sono stati buoni compatibilmente con la relativa consistenza degli avversari poi sono arrivate le vittorie su Andriy Rudenko, George Arias, Dominick Guinn e Fred Kassi. Il 23 settembre 2017 ha sfidato il neozelandese Joseph Parker per il titolo di sigla WBO a Manchester venendo sconfitto ai punti con decisione a maggioranza ma lasciando l'impressione di avere sbagliato approccio combattendo un match un po' da "ballerino" senza raccogliere rsultati evidenti. Nel 2018 ha conquistato il titolo britannico battendo prima del limite Sam Sexton ma poi ha fallito il salto di qualità perdendo a Sofia di fronte a Kubrat Pulev. Tornato a vincere nel 2019 ha però di nuovo fallito un passo decisivo venendo sconfitto dal russo Alexander Povetkin. Ritornato sul ring poco prima del lockdown dovuto alla pandemia si è liberato in 3 round del cèco Pavel Sour.

Hughie Fury è stato guidato da Mick Hennessy fino al 2019 poi è subentrata la Matchroom di Eddie Hearn. Alto m 1,98 e dotato di buona tecnica e di movimenti fluidi oltreche di buone doti di incassaggio, Hughie Fury non è un pugile particolarmente potente ma soprattutto non sembra avere la personalità che invece è uno dei punti di forza di suo cugino Tyson e come abbiamo visto ha fallito finora l'opportunità di entrare nella top 10 dei pesi massimi. Però è ancora giovane per questa categoria e ha alle spalle una organizzazione potente che gli potrà consentire di maturare con calma per offrirgli poi altre opportunità di un certo livello.



