Il giovane peso welter abruzzese residente a Bologna, al quarto match da Pro, racconta il duro match combattuto con coraggio in Lettonia contro Marcenko (10+, 2-) alla “Arena Riga” davanti a 10 mila spettatori
di Maurizio Roveri
“Io non ho avuto paura!”. Lo ha scritto, lo ha esclamato, in facebook, Marco Balducci.
Il ventitreenne peso welter abruzzese, residente a Bologna, tesserato per la Pugilistica Tranvieri-Circolo Dozza Bologna, aveva appena concluso un durissimo combattimento. All’estero. In una Arena gremita. Diecimila spettatori, diecimila lettoni a far rumore, a far sentire tutto il loro calore e tutta la loro voce per il pugile di casa.
Marco Balducci (a dx) durante le operazioni di peso
Alla “Arena Riga” della Capitale della Lettonia il giovane professionista della Tranvieri ha perduto l’imbattibilità. Però ha prodotto un match valoroso, per coraggio, temperamento, resistenza ed espressione tecnica. E’ uscito dal ring a testa alta. Sconfitto ai punti, e di stretta misura, da un avversario forte, lanciatissimo: Sergajs Marcenko. Pugile ventiquattrenne, nato e residente a Riga. Un beniamino locale.
Marcenko al dodicesimo match della carriera Pro, si presentava fra le sedici corde della sua città con 9 vittorie e 2 sconfitte. Balducci, appena 3 combattimenti da Professionista alle spalle (tutti vinti ai punti), ha accettato questa trasferta. Avventura difficile. Ma per fare esperienza, e per poter combattere, bisogna anche accettare le difficoltà. Il ragazzo di Giulianova aveva immediatamente dato l’OK appena gli era stata fatta la proposta.
Lui, Marco, non ha avuto paura. Al quarto incontro da pugile Professionista, senza avere mai combattuto all’estero neppure nel corso d’una carriera dilettantistica da 77 match, Balducci ha affrontato l’ottimo avversario lettone. Senza tirarsi indietro.
Marco Balducci
“Ho perso una battaglia contro un valido avversario, molto preparato. Gli ho tenuto testa, round dopo round. Non mollando mai”.
“Ho deciso di venire fino in Lettonia, e di sostenere un match così complicato, consapevole delle difficoltà. E ho dato il massimo per essere all’altezza”.
“Soddisfatto di questa esperienza, tornerò prestissimo ad allenarmi più forte di prima”.
Ecco, questa è la mentalità giusta con la quale affrontare uno sport duro come il pugilato. Fatto di fatica, sudore, sacrifici, resistenza al dolore fisico. E anche passione, entusiasmo, costanza.
Conosco e apprezzo la serietà professionale e l’etica del lavoro di Marco Balducci. Oltre al suo buon valore come pugile professionista. E sono certo che avrà tratto utili indicazioni da questa primissima esperienza all’estero.
E’ un ragazzo intelligente e lucido, Balducci. Sa fare bene la boxe. Merita di essere seguito con interesse.



