Lo statunitense ha un compito molto arduo

Gli italiani che si interessano di pugilato purtroppo conoscono il nome di Oleksandr Usyk ( foto) perché impedì a Clemente Russo di conquistare la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra del 2012 vendicando la sconfitta subita a quelle di Pechino del 2008 nei quarti. Oltre a essersi messo al collo la medaglia d'oro olimpica, questo ora 30enne ucraino ha vinto anche i mondiali AIBA del 2011 ed è professionista dalla fine del 2013. Ora è considerato il miglior massimo leggero del mondo dal Transnational Boxing Rankings Board ed è in possesso del titolo di sigla WBO dopo soli 11 match all'attivo. Il passaggio da promessa a certezza è avvenuto con una vittoria ottenuta sul polacco Glowacki che aveva appena superato prima del limite Marco Huck, poi Usyk si è sbarazzato anche di Thabiso Mchunu prima del limite. Questa sera Usyk combatterà ad Oxon Hill, Maryland, nella stessa riunione che vede impegnato il compatriota Lomachenko e difenderà il suo titolo di sigla contro un pugile statunitense, il 28enne del Nevada Michael Hunter, ora residente in California.
Hunter è stato un buon dilettante della squadra stelle e strisce il cui miglior risultato è stato paradossalmente l'eliminazione al primo turno alle Olimpiadi di Londra battuto solo per preferenza da Artur Beterbiev, risultando in altre situazioni solo come onesto piazzato. Va onestamente detto che il record, pur immacolato, di Hunter da professionista non giustificherebbe la sfida di sabato dove ovviamente Usyk è favoritissimo. Sinceramente non sembra possibile attendersi da Hunter che una fiera opposizione, Usyk ha ancora qualche scoria di dilettantismo addosso come si è visto contro un pugile abile e sgusciante come Mchunu ma difficilmente sarà Hunter il pugile in grado di approfittarne. Sarà però utile vedere a che punto è Usyk che sembra avere la possibilità di essere uno dei rianimatori di questa categoria.
I tre ucraini sul ring a Oxon Hill



