
Rivincita molto bella a Corpus Christi
Uno splendido, intenso, sofferto, drammatico match quello di Corpus Christi dove il messicano Gilberto "Zurdo" Ramirez si è confermato campione di sigla WBO dei pesi supermedi battendo ai punti lo statunitense Jesse Hart in quello che sarà probabilmente l'ultimo match del 27enne messicano in questa categoria. E' stato un match che va analizzato in fasi diverse e fra due pugili che si conoscevano già bene essendosi già incontrati nel settembre del 2017 quando sempre ai punti si impose Ramirez. Da allora Hart ha cercato con forza la rivincita vincendo tre match prima del limite contro avversari di secondo livello. Gli è andata male anche stavolta, lui non l'ha presa bene ma il risultato è giusto e quando Hart si calmerà forse si renderà conto che gran parte della colpa della sconfitta, visto come sono andate le cose, è stata sua o forse di chi lo ha preparato e poi guidato dall'angolo.
Infatti Hart, figlio di Eugene "Cyclone" Hart, uno dei più spettacolari pesi medi degli anni 70, ha perso sul nostro cartellino le prime 5 riprese intestardendosi a girare sulla sua destra al cospetto di un pugile mancino e finendo inevitabilmente sulla traiettoria del sinistro di Ramirez. Ci sono pugili che sanno muoversi in quel modo e non pagare dazio ma sono invariabilmente dei fuoriclasse, invece in questo caso Hart ha subito a lungo sia il jab del campione che il gancio sinistro che tra l'altro si infilava nel varco che Hart lasciava portando indietro il destro quando usava il jab sinistro in una sorta di pericoloso automatismo.
Finalmente dal 6° round Hart metteva in pratica l'accorgimento utile mettendo il proprio piede sinistro all'esterno del piede destro di Ramirez e iniziando a girare in senso orario. Non solo, portava il match sul piano della battaglia con lunghissime fasi di violenti corpo a corpo che gli erano favorevoli e cominciava a recuperare terreno. Ramirez sembrava un po' sconcertato dal cambio di marea riuscendo a prevalere solo laddove riusciva a riprendere il controllo del match a distanza. Ma era in questa fase che Ramirez si infortunava al gomito sinistro. Hart se ne accorgeva certamente e si produceva in un forcing a corta distanza contro un pugile che poteva usare bene solamente un braccio. La situazione di Ramirez si faceva drammatica perché il messicano vedeva erodere poco a poco il vantaggio costruito nelle prime riprese. Ma il dodicesimo e ultimo round doveva riservare ancora una sorpresa decisiva. Mentre Hart si apprestava a raccogliere i risultati della situazione venutasi a creare forse si sentiva troppo sicuro e veniva subito centrato da un gancio destro che accusava vistosamente. Lo statunitense si trovava così in balìa di un avversario che continuava a centrarlo con il destro mentre poteva solo appoggiare il sinistro. Hart riemegeva solo negli ultimi secondi a sua volta con un destro potente al volto.
Troppo tardi e troppo poco per vincere una ripresa decisiva. Un giudice infatti dava 114 pari ma gli altri due, come chi scrive, avevano 115-113 per Ramirez. Come detto Hart non la prendeva benissimo ma era giusto così.



