Dopo tre match e nove mesi dalla sconfitta con Beya, il ventiseienne Galvano ha addirittura l'occasione del titolo europeo dei supermedi, a Capo d'Orlando contro Mark Kaylor, pugile esperto e rodato ma non un fulmine di guerra. Sono dodici match intensi, ma il ragazzo romano fa sempre quel qualcosina in più tanto che i giudici, alla fine delle dodici riprese, gli danno il titolo di campione continentale con un punto e due volte quattro punti di vantaggio. Insomma, quasi nell'ambiente non si sa chi sia questo Mauro Galvano che lui è campione europeo.
Allora Rocco Agostino si guarda intorno. Ha le conoscenze buone, è vecchio del mestiere, sa che questa nuova categoria ha bisogno di campioni del mondo, sa che la Wbc, la federazione forse più prestigiosa delle quattro più importanti a livello internazionale, ha designato l'argentino Dario Walter Matteoni, buon picchiatore ma non un fenomeno, per il titolo mondiale, e chi meglio del campione europeo da mettergli contro?

Galvano passa lunghi mesi in preparazione monastica senza combattere sul ring, il match si fa davvero e in una location prestigiosa, la Salle des Étoiles di Montecarlo, il 15 dicembre 1990.
Galvano blocca i colpi dell'argentino, combatte con intelligenza, piazza il colpo in più che piace ai giudici e spesso blocca la reazione avversaria, molto spesso parte prima e disorienta Matteoni. Alla fine delle dodici riprese, due giudici hanno un punto per Galvano, il terzo ne ha ben quattro. Succede che Mauro Galvano, ragazzo di Fiumicino professionista da nemmeno cinque anni, è diventato campione del mondo, il quarto portato al titolo da Rocco Agostino.
Galvano ha raggiunto in un lampo, sfruttando tutte le strade buone del destino, il risultato che spesso, molto spesso, pugili magari migliori di lui non riescono nemmeno a sognare.
Ma il destino va aiutato, bisogna che ci metti del tuo, che sei forte dentro, che hai coraggio e cuore, soprattutto perché immediatamente devi difendere il tuo titolo e far vedere che non sei un fuoco di paglia, un campione solo da Natale a Santo Stefano, ma la cintura te la meriti davvero.

Estratto del libro di Andrea Bacci, "Prima del Limite", Bradipolibri, 2017.



