di Gualtiero Becchetti

Era la sera del 27 luglio 1983.
Una di quelle come solo le estati ferraresi sanno fornire: umidissima, caldissima e con una appiccicosa nebbiolina a fungere da tappeto a strade, prati, campi e canali. Ero in auto con Carlos Duran al volante e Massimiliano ed Alessandro in veste di “navigatori”. Dal Lido delle Nazioni stavamo raggiungendo Copparo dove si sarebbe svolta la rivincita valevole per il titolo italiano dei superwelter tra Daniele Zappaterra ed Ernesto Ros, fratello minore del più popolare Bepi, l’indimenticabile peso massimo degli anni “60.
Quando arrivammo al campo sportivo, una prima bizzarria: il “povero” Daniele, residente sulle rive del Po (a Ro Ferrarese) e quindi ad un tiro di schioppo da Copparo, stava disponendo con i suoi collaboratori le sedie a bordo ring…Strano modo per prepararsi all’imminente match! In effetti, il beniamino di casa aveva fatto tutto da solo: pugile, finanziatore dell’evento, promoter e pure gli impicci dell’ultimo secondo gli stavano purtroppo sulle spalle…
Conquistata la cintura l’anno precedente con Rosario Pacileo, l’aveva poi messa in palio quattro mesi prima a Ferrara contro lo stesso Ros, il quale aveva vinto il combattimento ai punti, ma un banale e superficiale erroraccio aveva fatto sì che il match fosse disputato con guanti di peso sbagliato, per cui il verdetto era stato annullato tra mille polemiche e la ripetizione della sfida con il veneto si preannunciava quindi bollente e irta di difficoltà.
Tra i professionisti in cartellone figuravano anche il superwelter Angelo “Bum Bum” Liquori, che pareggiò con lo zairese Folly Muianga Kia, attivissimo collaudatore dell’epoca, e il debuttante padovano Marco Rinaldo che fu sconfitto da un altro zairese, il medio Butangi Nzolameso, avversario troppo ostico per un ragazzo al primo match.
Per quanto riguarda poi il combattimento tricolore, quella non fu proprio la sera di Daniele Zappaterra! Oberato da mille impegni e stress, salì sul ring in precarie condizioni psico-fisiche e non bastasse questo, una vasta ferita s’aprì sull’arcata sopraccigliare quando il match era ancora apertissimo e fu costretto a cedere il titolo per intervento medico alla settima ripresa.
Ma il vero clou della serata fu il combattimento d’apertura tra dilettanti…Ancora oggi se ne parla tra appassionati della zona per rivivere qualcosa davvero d’inusuale sui ring.
Dirigeva il confronto PierLuigi Poppi, divenuto in seguito importante arbitro Ebu e Wba e tuttora presidente del Comitato Regionale Emiliano della Fpi. La gente s’era appena seduta a bordo ring e sull’antistante tribuna, allorché prese forma qualcosa d’inquietante…
Sul campo, circondato da prati e frutteti, vennero spente le luci salvo i potenti riflettori del quadrato e in quel preciso istante, come richiamati da un tonante tamburo di guerra, si levarono dalle circostanti campagne foltissimi sciami di feroci e fameliche zanzare. Sciami?
No. Meglio dire “nuvole”.
A modo suo, uno spettacolo incredibile anche per la gente del posto, che pure con i micidiali insetti è in bellicoso rapporto da secoli e secoli. Da ogni lato e come compagno il tipico “zzzzz” ma moltiplicato milioni di volte, un oscuro e multiforme nembo invase il ring. Passarono appena pochi secondi e mentre gli spettatori delle file più vicine se la davano a gambe, i pugili cominciarono ad usare braccia e pugni più per difendersi dalle zanzare che per fronteggiare il rivale.
Poppi, per stile e onorabilità del ruolo, cercava di darsi un contegno e muoveva le mani a mo’ di tergicristallo davanti al viso benché fosse in palese difficoltà. Terminò la prima ripresa e l’intervallo fu, sia per gli atleti che per i rispettivi maestri, qualcosa di molto simile ad un incubo, essendo divenuti comodo bersaglio per le picchiate cruente degli insaziabili insetti.
Al gong, il match riprese in condizioni ancora più impossibili e (non è un’esagerazione!) le figure sul ring sembravano dietro ad una tenda, tant’era difficile distinguerle in mezzo a quel volteggiare instancabile e sempre crescente di zanzare. Ad un certo punto Poppi aprì le braccia e fermò il combattimento…Nessuno sapeva cosa fare…Qualche minuto dopo, spuntati chissà come, intrepidi volontari cominciarono a girare attorno al ring con innumerevoli bombolette spry premute a tutto gas per tentare di allontanare le forze d’invasione.
I pugili e i maestri lasciarono precipitosamente il quadrato in preda a crisi di tosse e solo PierLuigi Poppi, come l’ultimo giapponese a difesa dell’isola del Pacifico, rimase stoicamente a presidiare il ring. Ma mentre lo spry sembrava quasi avere effetti dopanti sulle scatenate zanzare, risultò fatale all’arbitro che, dopo qualche ondeggiamento, s’abbandonò sull’ultima corda ormai prossimo a defungere per il micidiale aerosol a cui era stato suo malgrado sottoposto…
Per fortuna, subito soccorso dal medico di servizio e da volonterosi, dopo qualche minuto d’apprensione si riprese e nel frattempo le perfide zanzare, il cui tipico orario di guerra tra il tramonto e le prime ombre della sera era scaduto, fecero ritorno ben pasciute e soddisfatte nei loro “covi”.
In conclusione, per la prima e probabilmente unica volta nella storia della boxe, un match vide l’abbandono di tutti: pugili, maestri, spettatori e persino dell’arbitro.
Il verdetto? Non saprei. Forse No Contest.
In realtà, vittoria prima del limite per le zanzare copparesi, da allora ancora imbattute!
Complimenti…
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