
Riscuote molto interesse in Gran Bretagna la seconda difesa del titolo Wba dei supermosca da parte del 28enne Khalid Yafai (22.0) .
Originario dello Yemen ha difeso i colori della Gran Bretagna alla Olimpiadi 2008, ed è stato vicecampione europeo dilettanti dovrà dare il meglio di sé questa notte contro lo sfidante numero uno del ranking l’ imbattuto 25enne giapponese Sho Ishida (24.0).
Il match arriva in un momento particolare considerato che la potente emittente televisiva Hbo è interessata ad una performance del giovane di Birmingham nei primi mesi dell’anno negli Stati Uniti in occasione del già famoso Superfly 2 .
Ecco perché per il popolare Kal è molto importante vincere questa notte . Non sarà un' impresa facile ma nemmeno troppo ardua . Per la prima volta si trova di fronte uno sfidante più alto di 10 centimetri ( 173 cm) , che possiede leve lunghe e le mulina con efficacia se è vero che vanta una percentuale di vittorie prima del limite del 54%.
E ‘ anche vero, però, che gli avversari fino ad oggi affrontati da Ishida sono di un rango decisamente inferiore rispetto a quelli battuti da Yafai che vanta nel palmares nomi come Briceno, Rosales, Cunningham, e soprattutto Luis Concepcion superato nello scorso dicembre nel match di conquista del titolo.
Sotto il profilo tecnico agonistico balza agli occhi il maggiore bagaglio tecnico del campione.
Yafai sa tagliare bene la strada all’avversario, colpisce con potenza al corpo e doppia al volto con precisione. L’idolo di casa attuerà sicuramente un preciso piano di demolizione e se troverà la distanza a lui preferita saranno guai per il giapponese già nei primi round .
Ishida ha confessato alla stampa del suo paese di contare molto sulla tempistica e la misura per tenere lontano il britannico , ma ci sembra difficile per lo sfidante rallentare il ritmo e la capacità di Yafai di portare i colpi in serie soprattutto nella seconda parte del match.
Non dimentichiamo infine che al Principality saranno in 72.000 a tifare per Yafai, e nel caso di un match equilibrato…..



