
Di Carlo Tartaglia
Questo sabato sera a Cardiff, i pesi massimi Dillian Whyte e Robert Helenius si confronteranno per il simbolico titolo silver WBC della categoria. Poco conta il titolo in se’, importante è invece il suo significato: chi vincerà sabato sera sarà il prossimo sfidante del campione WBC, Deontay Wilder.
I PROTAGONISTI
Dillian Whyte (21-1, 16 KO), 29enne inglese di origini giamaicane dotato di pugno e personalità è soprannominato ‘The Body Snatcher’ come prima di lui il grande Mike McCallum, campione negli anni ’80 e ’90 con cui condivide le origini caraibiche ma, pugilisticamente, poco altro. Se Mike era un tecnico pregevolissimo tra i migliori della sua epoca, Dillian è un peso massimo di buon livello ma con alcune pecche piuttosto evidenti.
L’unica sconfitta di Whyte è maturata contro Anthony Joshua nel 2015 ma, prima di finire KO, The Body Snatcher era riuscito a scuotere AJ con un durissimo gancio sinistro d’incontro. Whyte è dunque un pugile che ha la potenza per far male ai migliori, ma i suoi colpi sono spesso troppo larghi e tende inoltre a calare vistosamente nella seconda metà dei match. Questi difetti l’hanno fin qui limitato al livello britannico.
Robert Helenius (25-1, 16 KO) ha 33 anni, viene dalla Finlandia ed è soprannominato The Nordic Nightmare. La sua stazza è davvero notevole: è alto 2 metri - 7 cm in più rispetto al suo rivale di sabato – e godrà di un vantaggio anche in allungo su Whyte.
Helenius si può considerare una promessa mancata: fino al 2011 il suo fisico gigantesco unito ad una potenza micidiale in entrambe le mani facevano di lui un temuto prospect, poi un serio infortunio alla spalla lo ha bloccato per un anno e Robert non si è più espresso ai livelli di prima.
Nel suo record figurano 3 vittorie contro ex titleholder dei pesi massimi: Samuel Peter, Lamon Brewster e Sergei Liakhovich (sconfitti tutti prima del limite) e una sofferta vittoria sul britannico Derek Chisora, avversario in comune con Whyte.

IL MATCH
Entrambi i pugili sanno di combattere un match cruciale per gli sviluppi della propria carriera: Helenius ha 33 anni e questa è forse la sua ultima occasione per provare a disputare un titolo mondiale; Whyte è 4 anni più giovane ma una sconfitta ne ridimensionerebbe le ambizioni in maniera forse decisiva.
Tutti e due i pesi massimi hanno potenza risolutiva ed entrambi tendono a finire fiato ed energie già nella prima metà del match, ecco perché può succedere davvero di tutto. Ci aspettiamo un match piuttosto brutto dal punto di vista stilistico ed estetico con Whyte – più giovane e fresco e in un momento di carriera migliore – favorito per la vittoria.



