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Si è svolto oggi pomeriggio, all’interno del St. Marys’s Stadium di Southampton (capienza oltre 32.000 posti), il primo scambio ufficiale di battute tra i due protagonisti del mondiale ad interim dei superipuma Wbc, che si svolgerà il 20 giugno in quell’impianto.
È stato bello trovarsi davanti a un’esperienza antica, ma sempre di grande impatto. È stato un piacere assistere a quell'evento senza lampi di finta rabbia, minacce che fanno ridere, insulti, facce cattive o colpi immancabilmente a vuoto.
Tra Michael Magnesi e Ryan Garner erano forti quei sentimenti che rappresentano l’essenza del pugilato. Il rispetto per l’avversario. La certezza di cercare la vittoria sino all’ultima stilla delle loro energie.
Ha detto lo sfidante.
“So che sarà un incontro duro, pieno di grinta, daremo il massimo. Ho rispetto per lui, e lui ne ha per me. Ma quella sera ci scambieremo pugni non carezze. In fin dei conti, questa è la boxe.”
Ha detto il campione.
“Lui è forte. Ma alla fine, lo so, a vincere sarò io.”
Ha aggiunto il britannico.
“Sono emozionatissimo. Per molti anni è stato un sogno non solo mio, ma anche del mio allenatore Wayne Batten. Finalmente lo abbiamo realizzato. Il promoter Frank Warren ha fatto la sua parte, ora tocca a me. A sostenermi ci saranno tutti i miei amici e la mia famiglia, questo è l'apice della mia carriera. Il 20 giugno diventerò campione del mondo. Abbiamo accettato subito l’offerta. Non vogliamo incontri facili. Sono pronto. Non siamo qui per scherzare.”
Ha detto ancora Magnesi.
“Ringrazio l’organizzatore per avere reso possibile questo evento. Ringrazio Ryan per avere accettato il match, il suo allenatore per la bravura che ha sempre dimostrato. Ma lo batterò, perché questo è il mio cammino, questo è il motivo per cui sono diventato pugile. Non posso sbagliare.”
Appuntamento al 20 giugno, in Italia dovremmo vedere l’incontro su
DAZN.

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È una rivalità che dura da tempo ,e dopo tanti anni è ancora forte , quasi come un sortilegio !
David Benavidez campione Wba e Wbc dei mediomassimi a pochi giorni dalla grande sfida con Gilberto Ramirez per il titolo Wbo dei cruiser si è voluto soffermare su di un desiderio mai realizzato
"El Bandera Roja" non si è mai tirato indietro, in passato soprattutto quando si parlava di un duello tra lui e Canelo Alvarez.
Oggi nonostante che la situazione sembre sempre più difficile da realizzare continua a confermare con forza di essere ancora disponibile per la superstar messicana. Ecco cosa ha dichiarato a Sportsnaut :

“ La verità è che Canelo ha sempre avuto timore di battersi con me !Ha dimostrato di "non avere le palle". Ecco come stanno le cose ! Do a Canelo tutto il rispetto... ma sono stato il suo sfidante numero Uno in due categorie di peso per molto, molto tempo. Sono stato Wbc Interim e lui da campione di sigla non ha fatto assolutamente niente per accettare la sfida .Un duello tra noi avrebbe entusiasmato i fan di tutto il mondo eppure la lotta non si è mai concretizzata.
Ha dimostrato di non volermi affrontare . È davvero un peccato perché questo è un duello che tutti vorrebbero ancora oggi vedere”-
Una tendenza pericolosa per tutta la boxe
Quando ero ragazzo ero un appassionato di ciclismo, mi affascinavano le sue storie epiche. Poi sono arrivati i superdopati alla Lance Armstrong, Ulrich o quel tipo che è finito in ospedale con i reni scassati perché si dopava da solo a casa sua e non l'ho più seguito. Stessa storia per l'atletica leggera dopo essermi alzato in piena notte per vedere il dopato Ben Johnson "vincere" i 100 metri alle Olimpiadi di Seoul del 1988. Adesso è la boxe ad essere infestata da atleti disonesti e l'Inghilterra vi gioca un ruolo di primo piano come dimostra il recentissimo caso del peso massimo Lawrence Okolie dopo quelli di Conor Benn, Dillian Whyte e diversi altri.
Il British Board of Control non è sempre tenero verso i "furbetti" del ring ma purtroppo lo sono altre federazioni e soprattutto certe sigle sempre pronte ad anteporre il loro interesse, anche nazionale, all'integrità degli avversari di questi "furbetti". Soprattutto pronte ad accettare le più ridicole giustificazioni. Okolie ha di fatto già fornite le sue, innocente, naturalmente, come tutti gli altri. Nel frattempo la sua positività ha fatto saltare la riunione che Frank Warren aveva organizzato a Parigi, un dentro o fuori contro Tony Yoka che, ironia della sorte, era già stato squalificato per non essersi fatto trovare a un controllo antidoping.
Non sono così ingenuo da non sapere che il doping gira un po' in tutti gli sport, ma la boxe è uno sport dove un pugile pulito rischia la pelle salendo sul ring contro un avversario che si aiuta con la chimica.
La boxe nel Regno Unito non è uno sport di nicchia dimenticato dai più ma si trova in questa situazione in molti Paesi fra cui il nostro perché ha perso credibilità. Uno dei motivi è anche la disonestà di chi cerca di vincere illecitamente


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