
È uscito oggi Storie maledette della boxe, l'ultimo libro di Dario Torromeo.
Due capoversi del prologo per capire subito questo universo fatto di storie intriganti, drammi, tragedie, pericoli evitati a un passo dal baratro. Il pugilato insegna ad andare incontro al dolore se si vuole sconfiggerlo. Ma a volte, e questo libro lo illustra con grande intensità, il dolore stesso diventa una necessità. L'unica cosa che permetta a uomini o donne di andare avanti.
La vita, per chi parte con la sacca piena di angoscia sulle spalle, è un sentiero faticoso da percorrere. Per non farlo diventare un tunnel senza uscite, devi avere il colpo di culo di incrociare compagni di viaggio che sappiano stare al tuo fianco, senza aumentare il tasso di pericolosità del viaggio, magari consigliandoti il giusto per riuscire a evitare gli inciampi.
Purtroppo per loro, quasi tutti i protagonisti di questo libro non hanno avuto amici o parenti saggi con cui condividere il buio. Dalla somma delle due cose, povertà assoluta e cattive frequentazioni, è nata quella miscela devastante che ha generato le storie maledette.
Quarantacinque racconti. Dentro ci sono comprimari, perdenti, campioni, fuoriclasse.
In ordine di apparizione.
Brad Rone, Edwin Valero, Gilberto Ramirez, Arturo Gatti, Mike Tyson, Anonimo Senzatetto, Barney Ross, Tim Tomashek, Mirna Elisabeth La Hoz, Miranda Adkins, Chauncy Welliver, Danny Kelly Jr, Bobby Chacon, Johnny Tapia, Waheed Abdul-Ridha, Avtandil Khurtsidze, Caleb Plant, Sonny Liston, Stanley Ketchel, Tommy Morrison, Leon Spinks, Randy Turpin, Ricky Hatton, Luis Resto, Billy Collins, Hector Camacho, Tyson Fury, James Scott, Dillian Whyte, Tony Ayala Jr, Tiberio Mitri, Bob Fitzsimmons, Nonpareil Dempsey, Clarisse Shields, Gervonta Davis, Jake LaMotta, Carlos Monzon, Danny Garcia, Rubin Carter, Wilfred Benitez, Joe Louis, Tony Galento, Sherif Lawal, Daniel Danny Jacobs, Salvador Sanchez.
Campioni del mondo, pluri campioni del mondo. Pugili che hanno la sconfitta come compagna di viaggio.
Ci sono tutti.
Queste pagine descrivono i momenti chiave delle loro avventure sul ring, prima di cominciare la discesa verso il baratro. Solo qualcuno è riuscito a rialzarsi (ne cito quattro: GIlberto Ramirez, Danny Garcia, Claressa Shields, Daniel Jacobs), altri si sono consegnati all'inferno senza neppure difendersi.
In chiusura tre stralci dal libro, parole angoscianti che raccontano un mondo difficile da affrontare. Puoi anche realizare i tuoi sogni, ma non è detto che duri per sempre.
La chiamano nobile arte, ma gli uomini che la frequentano nobili non sempre lo sono.
L’odio che nutro nei confronti di me stesso è patologico. Ho fatto cose terribili. In base ai testi sacri che ho letto, la Torah, il Corano, il Nuovo Testamento, la Bhagavadgita, finirò dritto all’inferno. D’altronde, è lì che sono nato. (Mike Tyson)
Dario, mi chiedi la differenza tra Monzón e Benvenuti. Eccola qui. Se in una notte triste e solitaria incontrassi Nino in un vicolo buio di un quartiere malfamato di New York, gli chiederesti l’autografo. Se in quello stesso vicolo incrociassi Carlos, scapperesti via (Rodolfo Sabbatini)
Poco prima del match va a trovarla in ospedale e insiste per regalarle un braccialetto di diamanti.
«Dallo a Mary».
«Il suo papà non vuole neppure che ci incontriamo».
«Non dargli retta. Sposala».
«Ciao mamma, sei dolcissima. Ti voglio bene. La prossima volta che ci vedremo sarò campione del mondo dei pesi massimi».
«No figliolo, la prossima volta che ci vedremo sarà in Paradiso». (Dialogo tra Joe Louis e la mamma morente).
Dario Torromeo STORIE MALEDETTE DELLA BOXE (Diarkos Editore, 514 pagine, 20 euro).



