
WORLD SUPER SERIES : Stasera a Monaco saranno ufficializzati gli abbinamenti per i quarti di finale, previsti per settembre
Di Matteo Biancareddu
Saranno resi noti questa sera, a Monaco, i tabelloni delle World Boxing Super Series, il doppio torneo concepito con l’intento di eleggere, in capo a nove mesi, un solo campione mondiale nelle categorie dei supermedi e dei cruiser. La competizione, il cui format è stato coniato dalla compagnia di marketing Comosa con il supporto di altri soggetti imprenditoriali, partirà a settembre e si svilupperà secondo il sistema degli scontri a eliminazione diretta: quarti di finale (tra settembre e ottobre), semifinali (gennaio 2018) e finale, prevista per maggio dell’anno venturo. L’obiettivo del torneo è lodevole: consacrare un vincitore che sia universalmente riconoscibile come unico campione mondiale della categoria. Perché ciò accada, tuttavia, bisogna che i sedici partecipanti – otto per torneo – siano effettivamente i migliori nelle rispettive divisioni: in caso contrario, l’investitura del vincitore a campione mondiale non sarebbe universale come dovrebbe. Il fatto che i concorrenti siano scelti tra i primi quindici pugili classificati nei ranking dei quattro enti maggiori (IBF, WBA, WBC e WBO), stranamente affratellati nell’adesione al progetto, non è di per sé una garanzia, perché è risaputo che i criteri di compilazione dei ranking in questione non sono esattamente meritocratici. Piuttosto, la riuscita della manifestazione passa attraverso la partecipazione di tutti i campioni di sigla, necessaria per dare la dovuta credibilità alla competizione e al suo vincitore. Il torneo dei cruiser, in questo senso, si annuncia molto più interessante di quello dei supermedi, perché vede l’adesione dei quattro campioni attualmente in carica e di altrettanti pugili al vertice della divisione. Non si può dire altrettanto del torneo riservato ai supermedi, cui hanno finora aderito sette pugili: uno solo di loro, l’inglese George Groves, detiene un titolo di sigla, mentre gli altri sono giovani emergenti o vecchie glorie. I senatori della categoria, diversamente da quanto accaduto nei cruiser, hanno preferito percorrere una via parallela a quella tracciata dalle World Super Series.
Gli atleti impegnati nel torneo dei cruiser sono il campione IBF Murat Gassiev (24-0-0, 17 KO), il campione WBA Yunier Dorticos (21-0-0, 20 KO), il campione WBC Mairis Briedis (22-0-0, 18 KO), il campione WBO Oleksandr Usyk (12-0-0, 10 KO), l’ex campione WBO Marco Huck (40-4-1, 27 KO), l’ex campione WBC Krzysztof Wlodarczyk (53-3-1, 37 KO), l’emergente Dimitry Kudryashov (21-1-0, 21 KO) e l’ex peso massimo Mike Perez (22-2-1, 14 KO). Non c’è dubbio che questi otto atleti rappresentino la crema della categoria, né che siano destinati a dispensare emozioni e spettacolo, essendo accomunati da un’elevatissima percentuale di vittorie per KO. Data la partecipazione di tutti gli attuali campioni di sigla, il vincitore riunificherà interamente il titolo mondiale, compiendo così un’impresa quasi impossibile nel caotico e frammentato mondo della boxe odierna. Partirà favorito l’imbattuto Usyk, già campione olimpico a spese di Clemente Russo e oggi titolare di una cintura tra i professionisti. L’ucraino, recente vincitore di Krzysztof Glowacki, Thabiso Mchunu e Michael Hunter, è il più talentuoso dei pugili in gara e sembra avere un “motore” da peso massimo. In seconda fila, nella griglia di partenza, si trovano appaiati il russo Murat Gassiev e il lettone Mairis Briedis, a loro volta imbattuti e in piena ascesa: il primo, reduce dall’ottima vittoria sul connazionale Denis Lebedev, si distingue per l’imponente fisicità e per la potenza proibitiva, mentre il secondo, fresco giustiziere di Marco Huck, si fa apprezzare per la tecnica oltre che per l’incisività del suo destro. Le mine vaganti del torneo saranno due cubani: l’imbattuto picchiatore Yunier Dorticos, protagonista di un match entusiasmante con Youri Kalenga a maggio dell’anno scorso, e l’ex peso massimo Mike Perez, che si è tirato a lucido in palestra e potrebbe risultare un cliente proibitivo per chiunque nella nuova divisione. Completano la gerarchia iniziale, suscettibile di stravolgimenti già nel primo turno, il tedesco Marco Huck, il russo Dimitry Kudryashov e il polacco Krzysztof Wlodarczyk. Huck è tuttora il primatista per difese di un titolo di sigla – quello WBO – nei massimi leggeri; è stato imbattuto nei cruiser per otto anni – dalla sconfitta con Steve Cunningham, datata 2007, a quella del 2015 con Krzysztof Glowacki – ed è probabilmente in calo, come dimostra la recente sconfitta per mano di Briedis, ma resta un pugile scorbutico e pericoloso. Dimitry Kudryashov è forse il pugile più potente tra quelli in gara: il suo gancio sinistro trasmette la corrente elettrica. Ma, come molti picchiatori, il russo ha la discutibile abitudine di fare esclusivo affidamento sulla potenza, trascurando altri aspetti non meno importanti. L’ultimo vagone del treno è il polacco Krzysztof Wlodarczyk, il solo pugile di cui si possa mettere in discussione l’invito al torneo. “El Diablo”, tre volte avversario di Giacobbe Fragomeni, è un pugile in netto declino, sebbene conservi una dose di potenza sufficiente per farsi rispettare e temere da chiunque. Avremmo visto meglio, al suo posto, uno tra il suo connazionale Krzysztof Glowacki, giustiziere di Huck in un match al cardiopalma e poi degno avversario di Usyk, e l’inglese Tony Bellew, che resta un peso cruiser malgrado la recente sortita nei massimi. Si tratta comunque del solo appunto che sia lecito muovere a una selezione per il resto perfetta. Considerati il valore e le caratteristiche dei concorrenti, ci sarà da divertirsi.
Meno entusiasmante è la situazione dell’altro torneo, quello dei supermedi. Il solo campione di sigla che abbia finora aderito è l’inglese George Groves (26-3-0, 19 KO), fresco di laurea rilasciata dalla WBA. Per il resto, si registra la partecipazione di cinque emergenti imbattuti, di una vecchia gloria e del pugile che uscirà vincitore dall’atteso scontro della prossima settimana, tra Chris Eubank Jr e Arthur Abraham a Londra. I cinque giovani rampanti che cercano, attraverso le World Super Series, la consacrazione internazionale sono l’inglese Callum Smith (22-0-0, 17 KO), il suo connazionale Jamie Cox (22-0-0, 13 KO), lo svedese Erik Skoglund (26-0-0, 12 KO), lo statunitense Rob Brant (22-0-0, 15 KO) e il turco Avni Yildirim (16-0-0, 10 KO). Nessuno di questi pugili ha mai combattuto per un titolo maggiore, né si è finora misurato con rivali d’élite. Chi invece l’ha fatto è il tedesco Juergen Braehmer (48-3-0, 35 KO), che ha da poco lasciato nelle mani del gallese Nathan Cleverly il titolo WBA dei mediomassimi, la categoria dove milita da dieci anni. Braehmer è agli ultimi scampoli di una carriera tanto onorata quanto tutelata dai promoter, per cui era difficile aspettarsi che accettasse di scendere di peso per cimentarsi in un torneo così competitivo. La sua partecipazione, inoltre, ha di fatto escluso quella del suo connazionale Tyrone Zeuge, allievo di Braehmer e detentore del titolo WBA nella versione “Super”. Il lotto dei concorrenti, come già accennato, sarà completato dal vincitore del match tra l’inglese Chris Eubank Jr (24-1-0, 19 KO) e il tedesco Arthur Abraham (46-5-0, 30 KO), in programma sabato prossimo a Londra. Se, com’è probabile, dovesse uscirne una battaglia cruenta, la partecipazione del vincitore alle World Super Series non sarebbe affatto scontata, perché difficilmente un pugile reduce da un incontro particolarmente probante torna sul ring a soli due mesi di distanza, per giunta con un avversario impegnativo. Insomma, non sono da escludersi eventuali sorprese. Certo è che il torneo dei supermedi, orfano del campione WBC Badou Jack, del campione IBF James DeGale, del campione WBO Gilberto Ramirez, del già citato Zeuge e di altri combattenti d’élite (i fratelli Dirrell, David Benavidez), non è paragonabile a quello dei cruiser in termini di qualità e di rappresentatività.
I vincitori dei due tornei si aggiudicheranno un trofeo intitolato a Muhammad Ali. Il montepremi complessivo della manifestazione ammonta a cinquanta milioni di euro. Nella serata di gala che avrà luogo stasera, a Monaco, saranno formalizzati gli abbinamenti che segneranno l’avvio di una competizione dal potenziale rivoluzionario per il pugilato mondiale.



