Di Leonardo Pisani
Il 24 giugno 1895 in una semplice casa di legno, per caso in uno dei tanti traslochi di due mormoni virginiani di nime Hiram Dempsey e Mary Celia Smoot nacque William Harrison Dempsey, che passerà alla storia come Jack, il Manassa Mauler.
Qui un episodio particolare del giovane Jack, che da poco aveva lasciato il nickname “Kid Blackie” e da mediomassimo era passato nei massimi. Siamo nel 1917, cento anni or sono.
Il ragazzo era duro, come una roccia, come il marmo, era fatto di ferro tanto da non essere mai stato battuto prima del limite; cadeva a volte ma si rialzava per stendere i suoi avversari. La sua pelle era dura perché sin da piccolo il fratello Bernie gliela faceva lavare con una mistura di salamoia e la mascella durissima dato che masticava sempre resina: una abitudine che mantenne anche quando era ricco e famoso, e frequentava le star di Hollywood.
Il Maglio di Manassa era un duro che non rinunciava a combattere mai. John Lester Johnson gli ruppe le costole ma Jack continuò a combattere fino al decimo round strappando il pareggio.Gunboat Smith lo mise più volte al tappeto ma poi Jack lo stese.Firpo Lo fece volare dal ring ma andò ko dopo 7 atterramenti. Tunney lo mandò per qualche secondo giù ma il Dempsey si rialzò come un fulmine.
Una sola volta andò ko!
Molti discussero su uno strano incontro dove la nebbia di una combine era veramente incombente . Il match fu brevissimo e troppo veloce . In tutto solo solo 25 secondi. Strana anche la condotta del giovanissimo Jack che si fece abbassare la guardia con il destro, per farsi trovare accovacciato, quasi immobile e beccarsi un duro sinistro al mento e giù per il conto totale.
Dempsey ha sempre negato nelle sue interviste e autobiografie che fosse una combine; sostenne che aveva la mano destra in pessime condizioni per un incidente al bowling e che l’arbitro aveva contato troppo in fretta. Di parare differente invece la prima moglie Maxine Cates. Sostenne che Dempsey finse di perdere perché gli avevano offerto più dollari per la sconfitta che per una eventuale vittoria, tre testimoni parlarono di 500 dollari, tanti per un affamato peso massimo sconosciuto. Questa verità la dichiararono nel 1920 al The Chicago Tribune nella persona di "Eye Witness" ,affermato cronista di vecchia scuola . L'intervista fu raccolta il 13 febbraio 1917 a Murray. Questi tre uomini erano John Derks, direttore sportivo di Salt Lake Tribune; Hardy Downing, un promotore di boxe di Salt Lake City che gestiva anche una palestra locale, e Al Auerbach, che era terzo manager di Jack Dempsey.

Era un Febbraio di 98 anni va; numeri sfortunati per uno scaramantico anno 1917 e nel giorno 13. Larena quella del Trocadero Hall a Murray nello Utah.L'arbitro si chiamava Frank Armstrong e l’avversario era un duro, un pompiere che oltre ad affrontato centinaia di incendi aveva combattuto con tutti i migliori pesi massimi e mediomassimi del mondo Jack Johnson,Sam Langford, Tommy Burns, "Philadelphia" Jack O'Brien, Luther McCarty, Jack Root, George Gardner, Ed "Gunboat" Smith, Battling Levinsky, Jack Dillon, Theodore "Tiger" Flowers, Fred Fulton, Billy Miske e Carl Morris. Si chiamava Jim Flynn soprannominato "Fireman" per via del suo lavoro ma il vero nome era Andrea Chiariglione
Figlio di emigrati liguri nel New Jersey. Tozzo, forte, buon colpitore, aggressivo ed anche scorretto aveva sostenuto due mondiali dei massimi perdendo nel 1906 prima del limite contro Tommy Burns e per intervento della polizia mentre le stava prendendo da Jack Johnson nel 1912. Comunque un brutto cliente per tutti, ricordato anche per le sue scorrettezze contro Johnson e Sam Langoford.
Dempsey aveva 21 anni ed era praticamente ancora un sconosciuto peso massimo per le grandi platee, fatto sta che andò giù chi dice in 10 secondi, chi in 20 o 25 e rimase al tappeto per circa 20 secondi. C’è un aneddoto su questo incontro, probabilmente falso ma divertente. Dopo qualche giorno il match Dempsey, Flynn si incontrarono per una colazione amichevole in casa dell’arbitro. parlarono un po’ ed ovviamente dell’incontro ed all’arbitro sfuggì che durante il conteggio sentiva come una specie di un senso di soffocamento che gli aveva impedito di arrivare al canonico dieci. “Molto strano" disse A Frank Armstrong Il giovane Dempsey
” Quindi se non avete contato fino a 10 il match continua” e colpi Flynn con un destro facendolo volare privo di sensi dalla sedia. Falso o vero che sia, i due si ritrovarono un anno dopo a Fort Sheridan nell’Illinois il 14 febbraio 1918 e Flynn andò ko alla prima ripresa. Quell’anno il Manassa mise ko "K.O." Bill Brennan, Billy Miske, Arthur Pelkey, Carlo Morris, Fred Fulton, Battling Levinsky , Gunboat Smith e Terry Kellar e non perse più prima del limite.
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