logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Il pugilato non é per tutti...

Riflessioni individuali ad uso strettamente personale...

 

di Gualtiero Becchetti

ko

Ogni volta che accade si spera che sia l’ultima volta. Ma l’ultima non é mai. E’ nella logica delle cose che sia così, perché nello sport il rischio è sempre in agguato. La natura offre benessere attraverso l’attività fisica, però richiede talvolta una contropartita ad altissimo prezzo. Gli incidenti incombono su chi la pratica come le nubi nere che, nelle giornate estive, rovesciano improvvisi diluvi sulla terra. Così tra i podisti, i nuotatori, i ciclisti e tutti gli altri atleti della domenica e pure tra i professionisti. Quando poi una disciplina è basata sul contatto fisico, ancora di più. Tralasciando la “conta” dei morti in cui si dilettano coloro che fanno delle tragedie motivo di macabra polemica, mi soffermo sulle ultime vittime del pugilato, da sempre considerato sport ad alto rischio. Due pesi massimi canadesi: Tim Hague e David Whittom; due uomini grandi e grossi che sembravano il ritratto della forza e della salute. Il primo è deceduto, mentre il secondo sta combattendo disperatamente per sopravvivere. Eppure…eppure sono convinto che seppure il pugilato abbia nel suo DNA il “rischio”, tale minaccia si trasformi in realtà quasi sempre dopo avere dato segnali dei quali chi doveva accorgersene non s’è accorto. E’ sufficiente scorrere la biografia e il record dei due ragazzoni nordamericani per rendersi conto che un briciolo di avvedutezza li avrebbe salvati. Perché? Semplicissimo. Perché sul ring non avrebbero dovuto salirci! Non si scala il Monte Bianco in scarpette da ginnastica né si scende negli abissi marini, se mediocri nuotatori; non si pilota una Formula1 perché si ha la patente né si gioca una partita di rugby dopo anni di poltrona; non si vola dallo Stelvio in bici ai 100 all’ora quando si è abituati solo alle ciclabili della città né ci si tuffa dalle rocce di Acapulco avendo appena fatto salti “a bomba” nella piscina comunale…

Non si va sul ring per combattere, quando non si è (o non si è più) in grado di farlo.

Ci si può fare male, tremendamente male. E’ indispensabile avere l’integrità fisica non intaccata da una carriera durissima o da ripetuti ko ravvicinati; una preparazione tecnica che consenta non tanto di colpire quanto di non essere colpiti; una freddezza psicologica e un supporto all’angolo che permetta di capire ciò che sta accadendo, per di dire “basta” quando il limite tra la luce e buio sta per essere superato.

Quei pugili canadesi non possedevano tali requisiti e probabilmente tanti lo sapevano. Ma, si dice, in fondo la boxe pretende coraggio! Già, ma lo pretende sempre dai pugili…E invece, quando l’orgoglio e il coraggio accecano l’atleta, ecco che dovrebbe intervenire l’ “altro” coraggio: quello di chi deve impedire di combattere e, con le buone o le cattive, vieta al proprio atleta di giocarsi troppo…tutto.

E dirò di più. Se qualcuno preposto a tutelare il presente e il futuro del pugile-uomo fosse a sua volta talmente accecato dalla passione e dal “tifo-amore” da non rendersi conto di quanto potrebbe accadere, allora dovrebbe essere addirittura chi gestisce l’avversario ad intervenire, a dire che il match è squilibrato e persino pericoloso, ad avere la saldezza e la nobiltà d’animo di rinunciare ad una facile vittoria infarcita però dei rischi di provocare due vittime: soprattutto chi si è giocato l’integrità fisica, ma anche il rivale che ne è stato l’involontario strumento.

Esistono tanti modi di amare il pugilato. Lo penso, l’ho scritto e lo ripeto. Ciascuno può ritagliarsi un proprio ruolo, il proprio angolo dove estrinsecare la passione per il ring senza salirvi sopra per battersi. Lassù ci deve andare solo chi può farlo con serenità e sicurezza. Lassù ci deve andare solo chi va a vincere o perdere con un pugile come lui e non colui che, senza saperlo, potrebbe trovarsi di fronte un avversario invisibile che talvolta chiede in cambio persino la vita.

https://gualtierobecchetti.wordpress.com/2017/06/21/il-pugilato-non-e-per-tutti/

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1168 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go