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32 anni fa, a 45 anni, George Foreman tornava campione mondiale dei massimi

Il 5 novembre del 1994, sul ring della MGM Arena di Las Vegas, all’età di 45 anni George Foreman divenne il più anziano campione dei pesi massimi di tutti i tempi, conquistando le versioni WBA e IBF grazie a un sorprendente KO al decimo round contro Michael Moorer.

Foreman aveva vinto il titolo dei pesi massimi per la prima volta nel 1973, mettendo KO Joe Frazier, per poi perderlo l'anno successivo contro Muhammad Ali, nella storica “Rumble in the Jungle” di Kinshasa nello Zaire. 

Nel 1977, dopo la sconfitta contro Jimmy Young, decise di abbandonare la boxe per dedicarsi a tempo pieno alla religione, diventando un predicatore evangelico e fondando un centro giovanile e una chiesa a Houston, in Texas, per poi tornare a combattere dieci anni dopo, nel 1987.

Al suo ritorno, trovò una categoria dei pesi massimi caotica ma avvincente, dove era in auge un giovane Mike Tyson. 

Dopo aver messo insieme una striscia vincente di 24 incontri, “Big” John il 19 aprile del 1991 ad Atlantic City venne battuto ai punti da Evander Holyfield alla prima difesa delle cinture WBC, WBA e IBF conquistate battendo per KO alla terza ripresa James “Buster” Douglas, vincitore di Mike Tyson. 

Nel 1993 a Las Vegas nuova occasione mondiale, questa volta per la versione WBO, ed altra sconfitta ai punti contro Tommy Morrison. 

Nonostante le due sconfitte Foreman ebbe una nuova opportunità contro Moorer, un ottimo pugile, il primo campione dei pesi massimi mancino della storia.

Il suo regno era considerato instabile dalla critica in quanto appariva un po’ avventato tatticamente a causa della sua tendenza a lasciarsi coinvolgere in scambi violenti e frenetici. 

Il match con Foreman dimostrò la fondatezza di questa analisi.

In quell’incontro “Big John”, non solo decise di indossare gli stessi pantaloncini rossi che aveva la sera del combattimento di Kinshasa, ma volle anche nel suo angolo Angelo Dundee, mitico allenatore di Ali.

Per gran parte dell'incontro, Foreman ebbe difficoltà a tenere il passo del più giovane e veloce Moorer. Sebbene nei primi nove round, Moorer dominò il match, Foreman restò saldo di fronte all'avversario incassando bene i colpi e piazzandone alcuni dei suoi. 

Teddy Atlas, allevatore di Moorer, capì quello che Foreman aveva in mente. 

Ripetutamente disse al suo ragazzo di non scoprirsi troppo perché Foreman stava tentando di cogliere il momento giusto per mettere a segno colpo da KO.

La decima ripresa fu il momento cruciale del combattimento. 

Moorer aveva rallentato il ritmo dopo aver accusato un colpo al corpo all'inizio del round.

I pugni di Foreman, seppur esausto, iniziarono  a farsi sentire, fino che un potente destro alla mascella perforò la guardia del campione fecendolo andare al tappeto. 

L'arbitro Joe Cortez iniziò il conteggio. 

Moorer, stordito dal colpo e con il labbro sanguinante non fu in grado di rialzarsi per proseguire il match e Cortez completò il conteggio decretando la vittoria di Foreman. 

Il nuovo campione mondiale si inginocchiò nel suo angolo in segno di ringraziamento verso il cielo.



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