
Canelo ha riportato la sua immagine al centro del villaggio. Il titolo Wbc dei supermedi gli darà la possibilità di recitare ancora un ruolo da protagonista. Ha un contratto da da rispettare/far rispettare, a seconda delle angolazioni da cui si decida di verdello.
Da parte di Saul Alvarez c’è tutta la voglia di onorarlo.
Stiamo parlando di un accordo per quattro match dietro un compenso complessivo garantito di 188 milioni dollari (168 milioni euro) per quattro match. Contrato firmato con Turki Alalshikh a fine 2014. Ora però, dopo i primi tre incontri tra il 2025 e il 2026 (Scull, Crawford e Mbilli), due vinti e uno perso, sembra che il ministro per lo spettacolo e l’intrattenimento dell’Arabia Saudita abbia perso interesse sulla questione
Sabato, durante lo sfida di Saul Alvarez contro Christian Mbilli, l’importante politico arabo ha passato molto tempo a chiacchierare con il suo vicino di sedia, piuttosto che prestare attenzione al mondiale supermedi Wbc.
Manca un match, poi l’accordo andrà in archivio.
Si fanno quattro nomi come possibile avversario.
Terence Crawford è in cima alla lista. Canelo vorrebbe affrontarlo, la sconfitta di tredici mesi fa gli brucia, vuole vendicarla. Bud si è ritirato e sembra non abbia alcuna intenzione di ripensarci. Ma, si sa, un pugile davanti a una grande occasione può sempre tornare sui suoi passi.
Poi c’è Howard Sheerazz, presente a Riad in platea.
Terza opzione, poco allettante, Lester Martinez. Ha fatto pari con Mbilli nel suo ultimo match.
A Canelo piacerebbe anche un rivincita contro Dmitri Bivol. Ma il campione Ibf/Wbc dei mediomassimi ha già un combattimento fissato contro Callum Smith per il 12 dicembre. È troppo presto per sapere quando e se potrebbe/vorrebbe dare la sua disponibilità.
Il Canelo visto conto Mbilli è ancora un campione, non credo però ce la farebbe a battere Bivol o Crawford. Le altre piste potrebbero servire solo a riempire la quarta casella, portare a casa altri 47 milioni di dollari garantiti e poi salutare tutti.



