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Mbilli: “Batterò Canelo, l'avevo promesso alla mamma. E lei non c'è più..."

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Marie-Thérèse aveva 15 anni quando è diventata madre.
Christian Mbilli, il figliolo, nasceva e cresceva a Yaoundè in Camerun. Marie-Thérèse lavorava. Cercava di offrire al piccolo le occasioni che lei non aveva mai avuto. Era difficile trovare un salario decente. L’intera famiglia girava da un quartiere all’altro, alla ricerca di un minimo di stabilità.
“Da piccolo non avevamo quasi mai l'elettricità. Dovevamo andare a prendere l'acqua altrove per portarla a casa”, ha raccontato Christian al Montreal Gazette, all’interno della palestra “Pound for Pound Boxyn Gym” di Montreal, dove ora si allena.
Servivano soldi.
Marie-Thérèse lavorava in un ristorante quando aveva preso la decisione che avrebbe cambiato la sua vita e quella del figlio. Emigrava in Francia, cercando fin da subito la documentazione sufficiente per riportare Christian vicino a lei.
Il ragazzino viveva con nonni, zii e zie, parenti più o meno stretti.
I legami con la mamma erano tenuti in vita da lunghe telefonate, visite annuali e qualche lettera. L’amore non si era mai affievolito.
Finalmente, quando il ragazzo aveva undici anni, la documentazione di migrazione veniva completata.
In Francia il piccolo Christian scopriva il pugilato. Giorno dopo giorno migliorava tecnica e potenza, fino a far parte della nazionale francese all’Olimpiade di Rio de Janeiro 2016 (foto), dove si fermava a un passo dalla medaglia.
Dalla Francia mamma e figlio si spostavano in Canada, a Montreal. Il ragazzo passava professionista. Marc Ramsay era l'allenatore nella nuova avventura.
“Mamma ha fatto mille sacrifici per me, questa è la mia storia. Mi dà la forza di andare avanti, perché sono partito dal nulla per arrivare dove sono oggi:”
A Marie-Thérès non piaceva che il figlio praticasse uno sport duro come la boxe.
“A volte aveva paura, perché nel pugilato possono sorgere problemi, si possono subire infortuni, ma nonostante ciò mi ha sempre sostenuto.”
Adesso è arrivato il momento di realizzare quello che assieme hanno spesso sognato. Lui è già campione del mondo, ma il punto di arrivo è piazzato più in alto. Deve battere Canelo. Glielo aveva promesso. Domani sera lotterà con tutte le sue forze per mantenere l’impegno preso. Purtroppo lei non potrà essergli accanto.
Marie-Thérès se ne è andata via per sempre nel luglio scorso.
“Mi diceva: "Tu puoi battere Canelo, hai tutto ciò che serve per sconfiggerlo". Me lo ha ripetuto fino a tre settimane prima di morire, vincerò per lei.”
Domani sera la posta in palio sarà alta, battere Saul Canelo Alvarez per conservare il mondiale e mantnere fede a una promessa. Christian Mbilli combatterà nel nome della mamma.
“Vincerò e le dedicherò il successo. Non credo sia possibile qualsiasi altro finale per questa storia. Mamma è sempre nel mio cuore, sarà contenta lassù.”

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