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Ci ha lasciato Sante Amonti, campione italiano e sfidante europeo tra i massimi e i medio massimi

A Brescia, all’età di 88 anni, è venuto a mancare Santo “Sante” Amonti (57-9-3), campione italiano e sfidante europeo sia tra i medio massimi che tra i massimi. 

Pur non essendo molto alto, era un pugile compatto, possente e dal pugno esplosivo, il cui limite era rappresentato dalla fragilità della mascella.

Passato professionista nel 1957 a 20 anni, Sante diventò campione italiano dei medio massimi l’anno successivo battendo Domenico Baccheschi a Roma per Kot alla undicesima ripresa, titolo che difese contro Rocco Mazzola. 

Nel novembre del 1959 a Dortmund, con un record di 30-0-1, arrivò la grande occasione di combattere per il titolo europeo contro il tedesco Eric Schoeppner, anche lui imbattuto.

In quella occasione Amonti disputò il miglior incontro della carriera andando vicino a cogliere un clamoroso successo al termine di un match durissimo e cruento. Amonti, allora militare nei bersaglieri, per una buona parte del combattimento non riuscì ad inquadrare l’avversario. Ma a partire dalla decima ripresa Sante, con la sua determinazione, riuscì a trovare la chiave del match e a mettere Schoppner sull’orlo del KO.

Il tedesco riuscì a salvare il titolo vincendo l’ultima ripresa ma lo sforzo fu tale che svenne una volta tornato negli spogliatoi.

Nel marzo del 1960 lasciò il titolo nelle mani dell’emergente Giulio Rinaldi che a Roma, in una delle prime riunioni organizzate dalla ITOS di Rino Tommasi, lo sconfisse per KO alla seconda rioresa. 

Oramai non più in grado di rientrare nei limiti della categoria decise di salire tra i pesi massimi, diventando campione italiano nel 1962 battendo ai punti, allo stadio Mompiano di Brescia, l’ex campione europeo Franco Cavicchi. 

Dopo una difesa vittoriosa (kot 3) contro Giacomo Bozzano, bronzo ai giochi di Melbourne 56, Amonti e il suo manager Bruno Zambardieri, il mitico “Raffa”, accettarono l’ingaggio degli organizzatori svedesi per affrontare l’ex campione mondiale Floyd Patterson, al rientro dopo le pesanti sconfitte contro Sonny Liston, dal quale venne battuto per Kot alla ottava ripresa.

Nel maggio del 1964 conservò il titolo italiano  superando ai punti il concittadino Piero Tomassoni allo stadio Rigamonti di Brescia, “Sold Out”. 

Naturale a questo punto l’approdo al titolo europeo, in quel momento vacante, che disputò nell’ottobre del 1964 a Berlino contro Karl Mildenberger. 

Il tedesco chiuse l’incontro già al primo round colpendo Amonti a freddo con un montante al fegato.

Difese il titolo italiano ancora in due occasioni: contro Benito Penna e Giuseppe Migliari prima di lasciarlo nelle mani di Piero Tomasoni.

Oramai nella fase calante della carriera Sante disputò altri cinque incontri perdendo a Liverpool contro Jack Bodell, futuro campione europeo, e a Los Angeles contro il modesto George Johnson.

Amonti era un appassionato di paracadutismo che praticò sino all'età di 50 anni. 



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