Due giudici ribaltano il giusto risultato
Da quando scrivo d boxe, più di un quarto di secolo, mi sono imposto di seguire ciò che faceva Rino Tommasi, cioè non tifare per un pugile semplicemente perchè italiano come noi ma cercare di essere obbietivi e per quanto possibile freddi nello stilare un cartellino che, non a caso, Tommasi definiva sempre come "personalissimo". Ciò non pone al riparo da errori ma dà una certa garanzia contro la partigianeria.
Detto questo secondo me Cristian Cangelosi non ha affatto perso stanotte a Las Vegas, anzi ha probabilmente vinto contro il 22enne peso medio messicano Jaime Osuna, un ragazzo che è stato campione messicano fra i dilettanti. Purtroppo da queste parti, e Cangelosi ha scelto di risiedere negli Stati Uniti per continuare la sua carriera pugilistica, una promessa messicana è guardata con particolare interesse anche perché, se non soprattutto, l'etnia latina serve a vendere biglietti e pay per view o abbonamenti a servizi streaming come DAZN. Non sappiamo quanto questo piaccia a un Presidente dalle idee di Trump ma sul ring non conta nemmeno il suo parere.
Cangelosi, 28enne siciliano, ha dimostrato di essere sicuramente uno dei migliori pugili italiani, altrettanto sicuramente nella fascia più alta. Ha dovuto superare un inizio "torrido" perché Osuna l'ha aggredito e messo in difficoltà per almeno due minuti colpendolo al volto e anche al corpo con un ritmo frenetico che mi ha fatto veramente temere per Cangelosi. Superata la buriana Cangelosi ha fatto vedere di quali attributi dispone non solo rispondendo colpo su colpo, sia sopra che sotto, ma mettendo lui a segno i colpi più belli, anche portandoli in montante. Osuna è uscito dal 2° round ferito al sopracciglio destro, per sua fortuna in posizione molto laterale.
Il messicano è sempre stato pericoloso ed è venuto più spesso avanti ma non prepara l'azione con il jab e rimane sui colpi dopo averli portati, non sa cosa significhi colpire e venire via ma ama cambiare ogni tanto guardia. Cangelosi è invece in grado di usare il jab che però spesso torna indietro con traiettoria bassa esponendolo al destro avversario. Nessuno dei due è parso possedere grande potenza. Cangelosi ha avuto un altro momento difficile nel 5° round centrato da un colpo al volto che lo ha costretto a legare e a cercare di sottrarsi ma anche in questo caso ha dimostrato sia coraggio che tenuta e le ultime due riprese, in totale otto, sono state a mio avviso sue per maggiore precisione e concretezza.
Avevo 77-75 per Cangelosi ma ciò che conta, purtroppo, è che i giudici la pensavano diversamente, due preferivano Osuna 77-75 e il terzo propendeva per un accettabile pari 75-75. Peccato ma Cangelosi deve continuare a crederci, ne vale la pena.



