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di Dario Torormeo
Finisce in un lampo. Quindici secondi o poco più, quello che è successo dopo è stato solo una conseguenza di quanto accaduto alll’inizio del primo round.
Daniel Dubois centra con un gancio destro alla mascella il suo rivale, doppia il colpo un paio di secondi dopo con un montante. Wardley va giù lentamente fino a toccare il tappeto con le ginocchia. Si rialza, si riprende, ma viene duramente punito.
Fabio Wardley ha un pugno potente, ma ha anche una difesa praticamente inesistente. Quel sinistro tenuto basso anche dopo avere subito dieci ganci destri del campione, quel farsi trovare impreparato ogni volta che il diretto destro di Dubois fa il suo dovere, sono segnali di un livello che non appartiene all’eccellenza. La potenza da sola può non bastare.
Daniel Dublois sa accoppiarla a un minimo di prudenza tattica, a una buona tecnica, a una scelta di tempo da applausi. Fa tesoro della prima esperienza. Andato subito vicino al ko, non si butta avanti allo sbaraglio. Aspetta, pensa, sceglie il momento migliore. Nel finale del round iniziale mette a segno sedici colpi consecutivi. Wardley, seppure frastornato, rimane in piedi.
Nella seconda ripresa la sceneggiatura del confronto non cambia. Dubois picchia, Wardley incassa. Tutto finisce quando mancano trentuno secondi al termine della ripresa. Tre ganci destri e un montante a segno, fanno capire all’angolo di Wardley che è giunto il momento di lanciare l’asciugamano. Saggia decisione.
Daniel Dubois è un degno campione dei pesi massimi di oggi. È lontano dai migliori di sempre. Ma è sicuramente al livello di tutti i migliori di questi tempi.
Filip Hrgovic sale sul ring e lo sfida.
“Affrontiamoci a marzo 2027" dice il detentore del titolo Ibf.
“Sono pronto!” risponde il campione della Wbo.
Non ci resta che attendere.
RISULTATO - MASSIMI (mondiale Wbo) Daniel Dubois (Gbr, 24-3-0, 23 ko, 115 kg) b. Fabio Wardley (Gbr, 20-2-1, 19 ko, 112,500 kg) kot 2 dopo 2:21. Arbitro: Steve Dray.



