Arbitro e un giudice bocciati a Chicago
Che bello sarebbe se la boxe sapesse liberarsi di arbitri e giudici incompetenti! Cominciamo dagli arbitri. Da tempo si discute della possibilità di revisioni in corso d'opera tramite replay, una sorta di VAR che in realtà negli Stati Uniti è stata anche applicata. Fosse stato così a Chicago ieri sera almeno un atterramento in più, forse due ed entrambi ai danni di Floyd Schofield ci sarebbero stati. Proseguiamo col giudice Alberto Gallardo che è del tutto incommentabile. Il suo 119-108 per Schofield in un match del genere non è una sua personalissima opinione ma un obbrobrio giustificabile solo con il consumo di un litro di bourbon prima del match.
Non voglio con questo dire che Floyd Schofield sia un pugile migliore del suo avversario Lucas Bahdi ma mi domando cosa sarebbe successo se tutto fosse filato liscio con le decisioni giuste prese al momento giusto, tra l'altro in un match comunque molto bello come questo campionato di sigla della WBA, pesi leggeri.
Sul ring due pugili molto diversi. Schofield, 24 anni e una infanzia tremenda alle spalle, è uno che si muove molto per il ring, soprattutto lateralmente, che porta colpi in combinazione, che ha potenza e tecnica ma forse non è il miglior incassatore della categoria ed abusa nel cambio di guardia pur non essendo abile in questo come un Crawford.
Bahdi è un pugile compatto dotato di notevole potenza, non porta colpi con fluidità, a volte pecca di precisione ma è in grado di colpire duramente anche in situazioni in cui parrebbe non facilissimo farlo. Punta più sul colpo unico e secco e si muove a piccoli passi prevalentemente in avanti.
Nell'insieme Schofield è un pugile più completo, ciò non toglie però che l'arbitro l'abbia favorito. Ci sono stati due atterramenti, uno per parte. Il primo l'ha subito Bahdi, 32 anni, al terzo round dopo un inizio con una ripresa per parte. Dapprima due ganci destri al volto l'hanno scosso poi in seguito un gancio sinistro l'ha colto sbilanciato facendolo andar fino alle corde senza le quali sarebbe finito fuori dal ring. Qui l'arbitro Ben Rodriguez l'ha contato applicando il regolamento con una severità che non ha avuto alla fine del 6° round quando ha interpretato come una scivolata il fatto che lo statunitense avesse toccato il tappeto dopo un colpo sotto e soprattutto alla fine del nono quando Schofield ha messo brevemente giù un ginocchio dopo un montante.
E' intervenuto invece correttamente nell 11° round quando Schofield che si divertiva a mettersi in guardia destra si è preso un gancio alla tempia cadendo al tappeto. in mezzo a questi avvenimenti tanta buona boxe con Schofield più preciso con più colpi a bersaglio.
I punteggi sono stati di 116-110, 115-111 e il demenziale 119-108 di cui sopra. Però pensate cosa poteva succedere se l'arbitro avesse preso almeno la decisione giusta al 9° round che invece è probabilmente stato aggiudicato a Schofield. La differenza poteva essere di 2-3 punti, fate voi i calcoli. Dovendo seguire alla lettera le decisioni arbitrali il cartellino di Boxeringweb è 115-111 per Schofield.



