
Abbiamo commesso tutti lo stesso errore.
Quello di Clemente Russo (21 novembre, Milano) non sarà un esordio al professionismo. Per il semplice fatto che il pugile di Marcianise ha già combattuto da professionista.
La sigla organizzativa era l’APB (Aiba Pro Boxing), che si riproponeva di competere con le altre sigle mondiali (Wbc, Wba, Ibf, Wbo). Era gestita dall’International Amateur Boxing Association (AIBA).
Era il 2014. Niente caschetto, niente canotta, niente guantoni antischock, bendaggio duro da professionisti. E poi, l’elemento base che supera il confine. I match preliminari, sempre da tre minuti, erano sulle 8 riprese, quello per il titolo sulle 12.
Erano dunque combattimenti da professionisti.
Russo ha disputato almeno sette match con l’APB, vincendone quattro. Le tre sconfitte le ha subite tutte dallo stesso avversario, il russo Aleksey Egorov che, a 35 anni, è ancora in attività. L’ultima sfida era sui 12 round. L'italiano l'ha persa per kot 5 (si è ritirato per un dolore al fianco destro) li 18 settembre 2015 a Mosca. Era un match che valeva il titolo dei pesi massimi (91 kg).
Da quella sera, Clemente non ha sostenuto più combattimenti che superassero i 5 round (World Series of Boxing).
L'APB è durata poco.
Dal 2024 l’IBA (International Boxing Association), nata all’interno dell’AIBA, ha ripreso la via del professionismo in modo più consistente.



