Il 30 settembre del 1995, sul ring dell’Arms Park di Cardiff, "Prince" Naseem Hamed conquistò la versione WBO del mondiale piuma battendo il gallese Steve Robinson per KO tecnico alla ottava ripresa.
Il 21enne Hamed era una giovane stella imbattuta, un predestinato al successo.
Già campione europeo dei pesi gallo, con successi su Vincenzo Belcastro e Antonio Picardi, e detentore della cintura internazionale WBC dei super gallo, era pugilisticamente cresciuto nella palestra di Brendan Ingle.
Come molti allievi di Ingle, Hamed adottava uno stile poco ortodosso, simile a quello del suo compagno di allenamento Herol Graham (campione europeo super welter e medi e tre volte sfidante mondiale), impostato su grandi riflessi e una difesa a mani basse che privilegiava le azioni offensive.
In più si distingueva per un atteggiamento sfacciato, spavaldo e arrogante, sia dentro che fuori dal ring.
Robinson era campione WBO dall’aprile del 1993 quando sconfisse ai punti per SD John Davison, cintura che difese in sette occasioni prima di affrontare Hamed.
Davanti in un clima ostile, alla presenza di circa 16.000 spettatori, Hamed danzò, schivò e malmenò ininterrottamente Robinson, il quale trascorse gran parte dell'incontro in difesa, cercando di evitare i colpi di Naseem.
Robinson finì al tappeto nella quinta ripresa e, mentre l'occhio gli si stava chiudendo per il gonfiore, venne stordito nuovamente all'ottavo round da un micidiale gancio sinistro; l'incontro venne interrotto proprio mentre il gallesetentava di rialzarsi.
Con questo successo iniziò l’era di Hamed che da “principe” diventò “re”, una superstar a livello mondiale.
Nel 1997 a Londra conquistò la versione IBF del titolo battendo in otto riprese Tom Johnson e nel 1998, a Manchester, anche quella WBA stracciando in sette round il p.ricano Wilfredo Vazquez, campione mondiale in tre diverse categorie di peso, atterrato in quattro occasioni.
A giudizio di chi vi scrive, “The Prince” Hamed è stato uno dei migliori pesi piuma di tutti i tempi, secondo solo all’immenso Salvador Sanchez.




