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Russo esordio pro. Combatterà con la tessera di una Federazione straniera?

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di Dario Torromeo

Clemente Russo esordirà nel professionismo, lo ha annunciato a Pressing ieri sera. Data, 21 novembre; sede, Allianz Cloud di Milano (organizzazione TAF); avversario Mohamed “Momo” El Maghraby, campione italiano dei mediomassimi. Match sugli otto round, trasmesso da Italia 1. Inizio allo scoccare della mezzanotte. Prezzi: 50 euro il primo anello, 90 euro il parterre. Curva, biglietti esauriti.
Avevo molti dubbi sulla vicenda, pensavo che la FPI avrebbe dovuto inventarsi qualche acrobazia per divincolarsi dall’intreccio delle regole da dribblare.
L’articolo 10, comma 1, del Regolamento del Settore Pro della FPI, prevede alcuni requisiti per il passaggio dal dilettantismo al professionismo. Tra gli altri...
Paragrafo c)
Il pugile deve avere disputato almeno un incontro entro i dodici mesi precedenti l’inoltro della domanda di passaggio al settore pro.
Paragrafo d)
Il pugile non deve avere compiuto il quarantesimo anno di età.
Clemente Russo non combatte dal 9 aprile 2021 e al momento del match avrà 44 anni.
Poi mi è tornato in mente un passaggio dell’ultimo messaggio alla nazione del presidente.
“Il prossimo 17 settembre il Consiglio Federale sarà chiamato a deliberare sull’abolizione di alcuni requisiti previsti dall’art. 13 del regolamento del Settore Pro, concernente l’attività dei pugili italiani con licenza straniera, tra cui quello relativo ai tre match da disputare all’estero prima di poter combattere in Italia… Ora quei vincoli non hanno più ragione di esistere… La loro abolizione dovrà rappresentare un ulteriore e concreto segnale di apertura e di impulso all’attività pro…”
Il pensiero dominante, successivo alla rilettura del testo, è diventato un altro. E se dopo giovedì 17 giorno del CF deliberante, Clemente Russo si tesserasse con una Federazione straniera? Se l'ipotesi trovasse conferma, il pugile di Marcianise avrebbe risolto uno dei due problemi principali. Rimarrebbe in piedi quello di “un match negli ultimi dodici mesi prima della richiesta del passaggio a pugile professionista".
Ma anche questo ostacolo potrebbe venire a cadere.
L'italiano con licenza straniera ha già effettuato il passaggio ed è già un professionista per l'ordinamento di un'altra Federazione. Di conseguenza, Russo non dovrebbe essere tenuto a rispettare una regola valida per la "domanda di passaggio" alla FPI.
Comunque si concluda questa vicenda, a tre giorni dal CF deliberante, i dubbi sull'eventualità di un match di Russo anni 44, da cinque assente dall'agonisno, restano tali. Due su tutti.
Il presidente Flavio D'Ambrosi è sicuro che l'evento del 21 novembre sia una mossa vincente sul piano della promozione per il suo sport? È questa la boxe che vuole gestire, guidare, portare come esempio alle nuove generazioni?
Ancora una volta, non ci resta che aspettare.

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