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33 anni fa ingiusto pareggio tra Whitaker e Chavez per il mondiale welter WBC

Il 10 settembre del 1993, all'Alamodome di San Antonio in Texas, Pernell "Sweet Pea" Whitaker (32-1) sconfisse nettamente Julio César Chávez (87-0), pur vedendosi negare ingiustamente la vittoria,  in un incontro valido per il titolo mondiale dei pesi welter WBC, conclusosi con un controverso pareggio a maggioranza (115-115, 115-115 e 115-113).

Whitaker aveva militato nelle categorie dei pesi leggeri e superleggeri, conquistando titoli mondiali in entrambe le divisioni. 

Poco dopo aver vinto il titolo dei pesi welter battendo James McGirt, Whitaker accettò di affrontare Chávez, il popolare ed entusiasmante guerriero messicano, anch'egli campione in più divisioni di peso. 

Chávez partì forte aggiudicandosi le prime due riprese. Tuttavia Whitaker riuscì a trovare il suo ritmo adottando quello che lui stesso definiva il suo "stile dormiente", una sorta di andatura sfuggente e sciolta che ha reso difficile per Chavez raggiungerlo.

A partire dal quarto round Whitaker ebbe in mano il controllo dell'incontro, mentre Chavez era sempre più frustrato dallo stile dell'avversario. 

“Sweet Pea” aveva neutralizzato gran parte del repertorio di colpi di Chavez che, a parte qualche occasionale destro d'incontro, non riusciva a contrastare il jab di Whitaker. 

Il messicano non riuscì mai a sferrare un attacco prolungato al corpo e, con il passare dei round, iniziò ad apparire non solo goffo e confuso, ma anche disperato e scoraggiato.

Whitaker vinse le ultime tre riprese superando sul piano pugilistico uno stanco Chavez che lo inseguiva invano. 

Nonostante la schiacciante supremazia di Whitaker i giudici premiarono l'aggressività di Chávez, malgrado questa si fosse rivelata inefficace. 

Gran parte dei 65.000 spettatori presenti  nell’impianto, pur essendo palesemente schierati in favore di Chávez, contestarono il verdetto con fischi sonori. 

Nel dopo match molti addetti ai lavori si chiesero come Dan Duva, il promoter di Whitaker, avesse potuto cedere nei confronti di Don King, il promoter di Chavez, e del WBC nella scelta dei giudici, sapendo che il suo pugile difficilmente avrebbe potuto vincere per KO. 

A sua difesa Duva disse che dopo lunghe e accese trattative, i funzionari del Texas misero insieme un gruppo di cinque giudici che avevano già lavorato per il WBC, e sia lui che King furono autorizzati a escluderne uno ciascuno. 

Dopo l'incontro Duva raccontò che alcuni funzionari del WBC lo avvicinarono, con espressioni tra il dispiaciuto e il seccato, dicendogli: “Di cosa ti lamenti? Questo è il risultato perfetto. Tutti hanno vinto.”



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